La “clades lolliana” (16 a.C.). Il casus belli per l’invasione della Germania

Fino circa al 17 a.C., i rapporti tra i Romani e le popolazioni germaniche al di là del Reno, grazie anche agli sforzi di Agrippa, sembrano floridi e destinati a un mutuo beneficio.

Tuttavia, la situazione sta per cambiare pesantemente. Alcune popolazioni germaniche non sopportano una sempre più pesante ingerenza romana nei loro affari, e decidono di mettersi sul piede di guerra – in particolare Sugambri, Usipeti e Tencteri.

Nel 16 a.C., arriva in Gallia il nuovo governatore, Marco Lollio Paolino – un uomo avido di denaro e incline al vizio, secondo Velleio Patercolo.

Pur avendo notizia del tumulto che sta per scatenarsi, Lollio invia oltre il Reno venti centurioni in missione, anche se non si sa bene il motivo – forse per esigere tributi o per reclutare guerrieri ausiliari.

Non torneranno mai a casa. I Germani li catturano e li crocifiggono tutti, in un macabro giuramento che li impegna a una lotta all’ultimo sangue.
Subito i Germani oltrepassano poi il Reno, mettendo a ferro e fuoco la Gallia orientale.

Lollio si muove così con l’esercito per intercettare i saccheggiatori e annientarli.
Ma i Germani hanno già imparato che è meglio non affrontare le legioni romane in modo troppo diretto.

In un luogo non meglio precisato della Gallia, la cavalleria legionaria dell’avanguardia è colta in un’imboscata e messa in fuga.
I Germani si mettono all’inseguimento della cavalleria romana, incappando nella fanteria legionaria e ingaggiando un durissimo scontro.

Tra le legioni coinvolte, la Legio V Alaudae, che dopo un feroce combattimento viene sopraffatta e perde addirittura l’aquila.

Leggi anche Legionari di Cesare. La Legio V Alaudae e gli elefanti

La sconfitta di Lollio (𝘤𝘭𝘢𝘥𝘦𝘴 𝘭𝘰𝘭𝘭𝘪𝘢𝘯𝘢, per l’appunto) non arreca danni materiali ingenti ai Romani, ma è uno smacco terribile dal punto di vista del prestigio di Augusto.

Il tempio di Giano, che viene aperto solo in occasione delle guerre, è rimasto chiuso dal 29 a.C., segno tangibile della 𝘱𝘢𝘹 𝘳𝘰𝘮𝘢𝘯𝘢.
Da poco sono state restituite le aquile romane catturate dai Parti a Carre.
Solo da qualche mese è stata celebrata la grandezza di Roma durante i Ludi Secolari.

L’affronto è troppo grande, e il problema della Germania va infine affrontato non con la diplomazia, ma attraverso le armi.

La vendetta, la 𝘶𝘭𝘵𝘪𝘰 di Augusto (che forse già da tempo progetta in realtà di mettere piede oltre il Reno) è pronta a scattare.

Ben presto, inizierà una colossale campagna per la conquista delle Alpi, seguita dall’impresa militare dei figliastri del 𝘱𝘳𝘪𝘯𝘤𝘦𝘱𝘴, Druso e Tiberio.

I territori conosciuti come Germania stanno per conoscere, nel modo peggiore possibile, cosa significhi mettersi contro Roma.

Leggi anche La conquista romana delle Alpi (16-15 a.C.). La via per la Germania

Leggi anche Augusto era davvero disinteressato alla Germania?

Letture consigliate

U. Roberto 2018, Il nemico indomabile. Roma contri i Germani.


Leave a Reply