“[…] me fecet Roma(i)”. La spada di San Vittore

La spada di San Vittore, ritrovata nel sito del santuario italico in località Fondo Decima, è un’arma veramente unica nel suo genere.

Datata a cavallo tra il IV e il III sec. a.C., questa spada è l’unica del periodo che sappiamo per certo essere stata forgiata a Roma.

Questo ci è noto dall’iscrizione sulla lama, realizzata ad agemina:
“T(rebios) Pomponius C. [filius?] me fecet Roma(i)”
“Trebio Pomponio, figlio di Caio, mi fece a Roma”.

Già il fatto che questa sia la più antica testimonianza scritta della parola “Roma” dovrebbe rendere eccezionale questo reperto. Ma le particolarità non si esauriscono qui.

Infatti, il nome del fabbro ci dice che questi era di origine osca.

L’elemento decorativo con la doppia stella argeade, simbolo piuttosto diffuso nel mondo mediterraneo ed ellenistico, è un altro elemento particolare.

Ma certamente, almeno per come siamo abituati a immaginare i legionari romani, ciò che potrebbe sorprendere i più è la tipologia della spada.

Si tratta infatti di una La Tène B, una spada di origine celtica.

Arma versatile e tremendamente efficace, introdotta nella Penisola dai Galli nel IV sec. a.C., i Romani e gran parte dei popoli dell’Italia antica la adotteranno in maniera massiccia, affiancandola alle spade di tipo greco già utilizzate.

Che quest’arma abbia avuto un enorme successo tra i Romani lo sappiamo anche da altri dettagli.
Spade di tipo celtico sono infatti rappresentate non solo in molti bronzetti del periodo, ma addirittura nella panoplia della personificazione di Roma nei conii della prima metà del III sec. a.C.

In più, basti pensare che la stessa parola “gladius” deriva da una parola celtica.
Se l’originaria parola latina che indica la spada è infatti “ensis”, il termine gladio deriva con tutta probabilità dalla parola celtica “kladios”.

I Romani, oltre a fare propria l’arma e il suo sistema di sospensione a destra, ne assimilarono anche il nome, che nella lingua latina passò a indicare in modo generalizzato la spada.

Leggi anche Perché i legionari portavano il gladio a destra?

Letture consigliate

G. Canestrelli 2021, A Roma da Cartagine. La spada e lo scudo del legionario repubblicano

E. Nicosia, D. Sacco, M. Tondo 2012, Das Schwert von San Vittore del Lazio, Provinz Frosinone, in Waffen für die Götter, pp. 71-74


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