L’insegnante nel periodo tardo antico

In un precedente approfondimento, abbiamo già avuto modo di affrontare il tema dell’istruzione nella tarda antichità. In questo lavoro, invece, andremo ad analizzare più in dettaglio la figura dell’insegnante.

Il maestro e il grammatico

Solitamente il maestro, che forniva le nozioni elementari come il saper leggere e scrivere o far di conto, era una persona umile, di modesta estrazione sociale. I suoi metodi pedagogici erano semplici, e spesso non si preoccupavano molto dello sviluppo psicologico del bambino.

Gli alunni apprendevano prima il nome e le forme delle lettere, in seguito le sillabe, le parole, la morfologia di sostantivi e verbi. In sostanza, era un lavoro svolto meccanicamente e a memoria, più che un vero e proprio studio.

A memoria venivano apprese anche massime e favole antiche, come quelle di Esopo.

La favola costituiva una parte fondamentale dell’apprendimento e dell’istruzione. Essa infatti usava un linguaggio semplice e chiare metafore, con lo scopo di dare un messaggio morale e raccontare delle verità sulla natura umana.

Sono sopravvissute fino ai nostri giorni delle favole scritte da studenti su papiri e tavolette cerate, databili tra il II e il V secolo d.C.

A differenza delle nostre scuole, non vi erano dei libri di testo. Il grammatico insegnava a leggere e capire la letteratura della Grecia classica. Spesso, il lessico di questi autori si distaccava molto dalla lingua parlata, e di conseguenza uno dei compiti del grammatico era quello di depurare il linguaggio, a volte dialettale, dei suoi allievi.

I libri erano rari e costosi, l’insegnamento era per di più orale. Il grammatico dettava agli studenti ciò che dovevano imparare a memoria.

Si poteva ricorrere a trattati di epoche precedenti, ma usati anche nel Medioevo, come l’opera di Dionisio Trace (II secolo a.C.): un piccolo trattato di morfologia, prosodia, etimologia, figure di pensiero e di parola.

Altro genere prediletto dagli insegnanti era la poesia. I componimenti poetici, infatti, erano semplici da memorizzare.

Tra gli autori, molto comune era lo studio dei testi omerici per via delle parole arcaiche usate e per le figure retoriche e mitologiche.

Il retore

Il retore riceveva gli allievi dal grammatico, quando avevano all’incirca quattordici anni d’età.

Il compito di questo insegnante era quello di insegnare come esprimersi con eleganza e persuasività. Essendo una cultura ancora in gran parte orale, era fondamentale sapersi esprimere con chiarezza e con sofisticati artifici retorici.

Nella tarda antichità, ci si aspettava che il retore esibisse le sua abilità in pubblico, in teatro o in senato, con orazioni, discorsi e panegirici, anche se non svolgeva un vero e proprio ruolo politico. I docenti potevano comunque essere chiamati a comporre discorsi e si muovevano all’interno di circolo autorevoli, dato che spesso impartivano lezioni ai figli di nobili e funzionari.

L’istruzione nelle campagne

Scuole elementari di campagna vengono menzionate di rado nelle fonti, e nei casi in cui i bambini ricevessero un’istruzione non è detto che i docenti fossero dei professionisti. L’insegnamento veniva da qualche parente, da un ecclesiastico locale, o dal notaio del villaggio.

Ciononostante, non mancano casi di contadini che si cimentarono, anche se in modo grossolano e rozzo, nella stesura di testi appartenenti a generi tradizionali della letteratura romano-orientale, soprattutto opere di natura agiografica, scontrandosi però con la Chiesa. In questi scritti, si possono riscontrare tracce del folklore popolare agreste.

Leggi anche La vita nelle campagne nel periodo tardo antico

Conclusione

Nel corso della storia dell’Impero Romano d’Oriente, la distinzione tra il maestro, il grammatico e il retore si fece sempre più labile fino a diventare una figura unica.

A Costantinopoli, alcuni insegnanti ricevevano sostegno finanziario dal governo o dalla Chiesa, ma nella maggior parte dei casi, il loro guadagno era dato dalle rette dei studenti.

Questo costituiva un grosso problema per gli insegnanti, dato che spesso gli studenti non pagavano quanto pattuito. Anche gli insegnanti per designazione imperiale non sempre ricevevano quanto dovuto.

Il modello tardo antico, in cui i consigli cittadini nominavano e pagavano degli insegnanti, scomparve tra il VI e l’inizio del VII secolo.

Anche se vi erano delle scuole, solitamente si impartivano lezioni private presso le proprie abitazioni.

Letture consigliate

D. Engels 2001, Classical Cats

G. Cavallo (a cura di) 1992, L’uomo bizantino

G. Ravegnani 2015, La vita quotidiana alla fine del mondo antico

F. Rodriguez Adrados 1999, History of the Graeco-Latin Fable

T. Talbot Rice 1988, Everyday life in Byzantium

A. Zago 2010, “Alla scuola del grammaticus: maestri, allievi e testi nella tarda antichità“, in “Rassegna di Pedagogia”, 68, pp. 191-208


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