L’Occidente abbandonato? Falsi miti sull’Impero Romano d’Oriente

Quando si parla del V secolo, uno dei momenti più tragici della Storia romana, visto che l’impero romano dai più considerato “vero” è solo in Occidente, ai Romani d’Oriente vengono imputate le peggiori nefandezze ai danni del gemello (“gemello” si fa per dire: naturalmente, l’impero era uno e unico).

Un discorso che fa molto comodo, nella volontà tutta moderna di “deromanizzare” l’Oriente e renderlo un’entità diversa e a parte.

Si tratta, ovviamente, di falsità.

Esploriamo i discorsi che vanno per la maggiore su questo tema.

I barbari deviati a Occidente

Tra le panzane più grandi in circolazione vi è la convinzione che gli imperatori a Costantinopoli avrebbero deviato gran parte delle invasioni e migrazioni dei popoli germanici verso Occidente (tesi ripetuta anche da storici del calibro di Alessandro Barbero).

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Immagine di Igor Dzis

Non solo questa è una falsità, ma è basata su un’interpretazione moderna di un unico episodio (l’invasione di Alarico dell’Italia). Da qui, è stranamente diventata un caso generale.

Partiamo però da un po’ più indietro.

Intanto facciamo una considerazione che i più non fanno: l’Oriente subì, almeno in prima battuta, eventi molto più gravi e devastanti dell’Occidente.

Leggi anche La battaglia dei Salici (377 d.C.)

Il disastro di Adrianopoli e la “gotizzazione” dell’esercito colpirono in pieno l’Oriente. I primi problemi, Alarico li causò nei Balcani e in Grecia.

Poi passò in Italia…e qui inizia la vulgata delle invasioni deviate a Occidente.

Peccato che i rapporti tra i due imperatori colleghi in quegli anni fossero buoni, che Alarico si sia mosso verso Occidente probabilmente perché a Costantinopoli era sorto un potente movimento antigermanico, e poiché dalla corte orientale non riuscisse a ottenere quanto voleva…

…e peccato che dopo, quasi certamente sia stato Stilicone a istigare Alarico a rivolgersi contro la pars Orientis per i suoi interessi.

Andiamo avanti con il tempo. Passa una trentina d’anni e si abbatte sull’impero romano uno dei suoi peggiori incubi: Attila.

Contro quale parte dell’impero credete si sia mosso per primo?

Tra 439 e 447, Attila devastò completamente i Balcani e annientò due, se non tre, completi eserciti della pars Orientis.

Costrinse l’Oriente a pagargli un tributo enorme e istituì un’immensa terra di nessuno tra lui e il Danubio.

Leggi anche La battaglia del fiume Utus (447). La vittoria totale di Attila.

Quando finalmente Marciano si rifiutò di pagare il tributo, Attila aveva talmente ben devastato i Balcani, che non aveva più leve per costringere l’imperatore a piegarsi al suo volere.

Attila e il suo impero sopravvivevano grazie al saccheggio…non restava che rivolgersi contro l’Occidente.

Qualcuno chiederà di Teoderico, che ha invaso l’Italia col beneplacito di “Bisanzio”.

Sì, potrei anche parlare di quando Teoderico fu effettivamente mandato in Italia dalla corte di Costantinopoli…

…ma penso sia superfluo ricordare che l‘imperium in Occidente ormai non era più, e che Teoderico, almeno di facciata, agiva proprio per conto di Costantinopoli per togliere di mezzo Odoacre.

Ciò ovviamente non riportò l’Italia e l’Occidente davvero sotto l’egida imperiale…ma l’Occidente non era mai stato dimenticato o lasciato solo.

L’Occidente abbandonato

Qualcuno ora starà pensando che, certo, i barbari non saranno stati deviati verso Occidente…ma da Bisanzio sono stati a guardare mentre Roma crollava e non hanno fatto nulla per impedirlo.

Sbagliato, tanto per cambiare. Vediamo come mai.

Partiamo nuovamente da Adrianopoli, o meglio dalla guerra intorno a quella battaglia.

Qui assistiamo a uno degli ultimi momenti storici nei quali è l’Occidente a correre in soccorso all’Oriente – es. le truppe occidentali alla battaglia dei Salici del 377, o le truppe di Graziano pronte a intervenire prima del disastro di Adrianopoli.

Questo processo di aiuti reciproci non terminò di certo. Nel V secolo, fu però l’Oriente a venire in soccorso dell’Occidente…e in ben più di un’occasione.

Prima abbiamo parlato di Alarico…che come ormai sappiamo, non fu mandato in Italia dall’imperatore d’Oriente.

Altrimenti come li spieghiamo i quattromila uomini mandati da Teodosio II a Ravenna, in rinforzo al collega Onorio, proprio nel 409, anno della seconda calata di Alarico?

Vent’anni dopo, i Vandali invasero l’Africa romana, e nel 439 la stessa Cartagine.

Un colpo tremendo per tutto l’impero, specialmente per l’Occidente…e al quale l’Oriente rispose.

Nel 440, sempre Teodosio II sguarnì i Balcani di truppe inviò una grande flotta contro i Vandali, impegnati a saccheggiare la Sicilia. L’obiettivo era la riconquista di Cartagine.

Impresa che non si realizzò mai: l’imperatore a Costantinopoli fu costretto a ritirare i suoi uomini, per fronteggiare un nuovo nemico, Attila.

Come già accennato sopra, Attila aveva attaccato, rompendo accordi precedentemente presi, e aveva devastato i Balcani.

Processo che ripeterà nel 447, mettendo letteralmente a ferro fuoco l’impero in Oriente fino in Grecia e fino alle porte di Costantinopoli.

Un colpo dal quale l’Oriente si riprenderà a fatica negli anni successivi, ma che non impedì all’imperatore Marciano di aiutare militarmente l’Occidente durante la discesa in Italia di Attila, nel 452.

Più avanti, nel 468, gli imperatori tornarono alla carica contro Vandali.

L’Oriente mise in campo la flotta più grande, nonché un esercito terrestre che, avanzando da est, avrebbe dovuto raggiungere e assediare Cartagine.

Un progetto che andò letteralmente in fumo, con il disastro della battaglia di Capo Bon.

Leggi anche La battaglia di Capo Bon (468). La disfatta contro i Vandali.

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Immagine di Giuseppe Rava per “Imperial Roman Warship 193-565 AD” di Raffaele D’Amato

Qualcuno si potrebbe chiedere perché l’Oriente non fece apparentemente nulla negli anni successivi, quelli che portarono al “fatidico” 476.

Ci piace pensare che in Oriente non esistessero problemi…ma è falso anche questo.

Non solo si doveva badare alla sempre più pressante minaccia ostrogota in Tracia e nei Balcani, ma proprio tra 474 e 476 scoppiò una guerra civile tra Zenone e l’usurpatore Basilisco.
Zenone non aveva fatto in tempo a riprendere il suo instabile trono, che ricevette gli emissari di Odoacre.

Il V secolo fu difficile e complesso per l’interezza dell’impero romano.

E gli imperatori delle due partes, pur non andando sempre d’amore e d’accordo, collaborarono per mantenere e salvare l’ecumene.

Qui abbiamo tracciato solo gli aiuti militari dell’Oriente verso l’Occidente…ma non solo politicamente l’Oriente si intromise nelle faccende occidentali, ma che l’Occidente non fu certo dimenticato dopo il 476.

L’Occidente dimenticato

Dopo aver smontato i miti dell’Occidente lasciato in balia di sé stesso da un Oriente distante e distaccato, qualcuno potrebbe ancora contestare che, in realtà, da Costantinopoli dell’Occidente non importava nulla, e che i “bizantin” se ne siano sempre dimenticati.

Tanto per cambiare, non è vero nemmeno questo.

Nel V secolo, gli imperatori dell’Oriente ripetutamente cercarono di mettere mano nelle faccende occidentali, particolarmente per quanto riguarda l’imperatore collega.

Era perfettamente normale che gli imperatori di Costantinopoli cercassero di avere dei colleghi collaborativi nel sempre più turbolento e ingovernabile Occidente.

Come mandare avanti l’impero, senza concordia?

In alcuni casi, dall’Oriente fu direttamente inviato un imperatore in Occidente, nella speranza che potesse risollevarne le sorti.

Questo è il caso dell’energico ma sfortunato Procopio Antemio, che cadde contro Ricimero.

Leggi anche AD 472: il sacco di Roma

Qualcuno poi potrebbe obiettare che, però, fino a Giustiniano non si fece nulla.

Il fatto è che, fino a Giustiniano, vi era prima la complicata situazione di Giulio Nepote e Odoacre in ballo.

Dopodiché, l’Italia fu presa e tenuta da Teoderico (che si era tra l’altro offerto di porsi al servizio di Giulio Nepote, prima che quest’ultimo rimanesse ucciso)…inviato nella Penisola proprio dall’impero per eliminare Odoacre, ormai sempre più scomodo.

Una situazione ambigua, nella quale situazioni de jure e de facto erano molto mescolate e sovrapposte.

Una situazione nella quale l’Occidente era in mani forti, per quanto nei fatti fuori dall’effettiva giurisdizione imperiale, e sotto il cui governo l’impero era ben visto dalla popolazione italica (e in buoni rapporti con i Goti, fino alla prima fase di regno di Teoderico).

Giustiniano finalmente si mosse quando si posero le condizioni per una “guerra giusta” – o per dirla in modo più pratico, quando finalmente vi fu un vero casus belli.

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Immagine di Radu Oltean

Gli ultimi che ancora non sono convinti, si chiederanno: e dopo Giustiniano?

Dopo Giustiniano, è sempre bene ricordare che era in progetto una nuova divisione dell’imperium proprio tra Oriente e Occidente.

L’imperatore Maurizio, nel proprio testamento, avrebbe lasciato il controllo di Oriente e Occidente ai due figli maggiori…

…progetto che non si avverò mai, per l’assassinio dell’imperatore e di tutta la sua famiglia da parte di Foca.

Dopo gli scossoni del VII e VIII secolo, è un miracolo che l’impero sia sopravvissuto.

Nell’assetto dei secoli dal VII al XII, l’Italia divenne un complesso territorio di frontiera, ai confini dell’impero.

Eppure, nonostante la massima priorità fosse naturalmente altrove, le spedizioni per mantenere o riconquistare l’Occidente continuarono fino al XII secolo – anche in situazioni che sembravano al di là delle forze romane.

L’Occidente non fu mai abbandonato, né dimenticato.

L’Occidente, con nemici sempre più potenti, e con sempre meno risorse e uomini da destinarvi, fu semplicemente perduto.

Bibliografia essenziale

A. Barbero 2010, Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell’impero romano.

A. Barbero 2012, 9 agosto 378. Il giorno dei barbari.

M. Colombo 2012, La datazione dell’Epitoma rei militaris e la genesi dell’esercito tardoromano, in “Ancient Society”, 42, pp. 255-292

A. Frediani 2010, L’ultima battaglia dell’impero romano

P. Heather 2008, La caduta dell’impero romano. Una nuova Storia.

P. MacGeorge 2003, Late Roman Warlords

G. Ravegnani 2018, I Bizantini in Italia

U. Roberto 2014, Roma Capta

M. Rouche 2010, Attila

W. Treadgold 1997, A History of the Byzantine State and Society


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