Alessandro Magno vs Roma. L’ucronia di Tito Livio

“La Storia non si fa con i se” è una (noiosa) frase che prima o poi chiunque ha sentito dire.
Come se chiedersi “cosa sarebbe successo se…?” fosse una prerogativa moderna, mai praticata nemmeno dagli storici.

Sapete invece che una delle prime ucronie a noi note, se non la prima, è a firma dello storico romano Tito Livio?

E Livio (Ab Urbe Condita, IX, 17-19) si pone una domanda che prima o poi qualunque appassionato di Storia militare si è posto: cosa sarebbe successo se Alessandro il Grande avesse invaso l’Italia e fatto guerra a Roma?

Livio, che non ha certo una visione imparziale e priva di stereotipi, non ha dubbi: “Ora questi elementi [numero e valore dei soldati, ingegno dei comandanti, fortuna], considerati uno per uno e tutti insieme, danno la certezza che il popolo romano si sarebbe serbato invincibile, come dagli altri re e popoli, anche da Alessandro”.

Ed ecco, molto in sintesi, i motivi che portano Livio a fare queste considerazioni:

-Alessandro avrebbe avuto gloria soprattutto per essere morto giovane, poiché altri grandi condottieri, come Ciro o Pompeo Magno, avrebbero subito i rovesci della fortuna per aver vissuto a lungo.

-Se Alessandro era un genio militare da solo, Roma poteva vantare, secondo Livio, una lunga lista di esperti comandanti, tra consoli e dittatori, a lui contemporanei, alcuni dei quali erano stati ottimi soldati, prima ancora che comandanti (una lista che comprende infatti Valerio Corvo, Manlio Torquato e Papirio Cursore).
Questo porta Livio a fare anche un’altra riflessione. Alessandro, solo al comando, se fosse morto avrebbe fatto colare a picco tutto il suo progetto. I Romani, al contrario, non avrebbero avuto problemi a fornire allo Stato i comandanti di cui avrebbe avuto bisogno.

-se fosse vissuto, la fortuna delle vittorie in Persia (secondo Livio, acquisite alla luce della mollezza dei suoi avversari) avrebbe dato ad Alessandro, secondo Livio, un’indole “molle” più simile a quella di Dario, il re persiano da lui sconfitto. Livio depreca infatti il cambio di costumi di Alessandro quando era ancora in vita, nonché la sua passione per il vino, immaginando che con l’età sarebbe anche potuta peggiorare.

-Livio confronta anche gli eserciti. Se Alessandro, secondo lui, avrebbe potuto mettere in campo sì è no quarantamila uomini per la sua campagna (uomini che non avrebbe potuto rimpiazzare), Roma nello stesso periodo avrebbe potuto permettersi di mettere in campo fino a dieci legioni, senza contare gli alleati o le riserve.
Livio considera anche la qualità degli avversari, riversando nelle sue considerazioni gli stereotipi tipici del suo tempo.
Così Livio: “Se anche avesse ottenuto qualche successo all’inizio, si sarebbe trovato a rimpiangere i Persiani, gli Indiani, l’Asia imbelle, e avrebbe riconosciuto di aver combattuto con delle donne […]”. Un giudizio che Livio ovviamente sposta anche su eventuali truppe asiatiche che Alessandro avrebbe potuto portare al suo seguito.

-infine, Livio fa anche una considerazione di tipo geopolitico. Se Alessandro fosse entrato in guerra con Roma, non è da escludere secondo lui che Cartagine, antica alleata dell’Urbe e intimorita dall’arrivo del nuovo invasore, avrebbe potuto unire le armi contro il re macedone, portandolo alla disfatta.

Le considerazioni di Livio sono attendibili?

Nonostante l’evidente parzialità di Livio, teso a glorificare il suo popolo in praticamente ogni aspetto (non menziona infatti un solo difetto dalla parte romana) e il ricorso a stereotipi che in un’analisi odierna lascerebbero il tempo che trovano, lo storico romano ha il merito di ricondurre Alessandro a una figura umana, e quindi fallibile, al di là del mito.

E’ impossibile valutare con certezza come un’eventuale campagna di Alessandro, comandante invitto in Asia, si sarebbe potuta svolgere in Italia contro Roma – allora potenza appena nascente, e sicuramente ancora lontana dall’essere la travolgente macchina bellica che si svilupperà nei secoli successivi al IV a.C.

Non c’è dubbio, tuttavia, che quella tra Alessandro il Grande e Roma sarebbe stata una sfida degna di essere raccontata.

P.S. Per apprezzare appieno l’ucronia liviana, vi invito a leggere il passo originale: è un bel divertimento, e ne vale davvero la pena.

Immagine da Ancient Warfare magazine – Karwansaray Publishers, che mostra un immaginario scontro tra una linea di triarii e la cavalleria macedone di Alessandro.

One thought on “Alessandro Magno vs Roma. L’ucronia di Tito Livio

  1. Questo è stato un passo davvero molto interessante e anche molto divertente. Certo Tito è molto di parte ma la sua analisi è quantomeno affascinantee fa volare con le supposizioni.

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