La successione di Costantino

Se tanto sangue era stato versato da Costantino per unificare l’impero sotto il suo comando, altrettanto sangue scorse per la sua successione.

Anche se con Costantino il sistema tetrarchico può considerarsi naufragato e fallito, si intuisce dalla spartizione dell’imperium, il potere imperiale, come se ne continui a sfruttare l’impianto.

I tre figli di Costantino (Costantino II, Costante I e Costanzo II) e due dei suoi nipoti (i fratelli Dalmazio e Annibaliano) erano già tutti “Cesari” prima del 337.

I tre figli di Costantino sarebbero divenuti Augusti, Dalmazio avrebbe tenuto la carica di Cesare per i territori sotto il suo controllo mentre per Annibaliano si prospettava una carriera da re del Ponto.

Tutti piani che l’ambizione dei figli di Costantino fece naufragare in un bagno di sangue.

Dalmazio e Annibaliano furono i primi a pagarne il prezzo, in una grande purga decisa da Costanzo II, che eliminò tutti i possibili contendenti alla porpora imperiale (furono risparmiati solo Gallo e il futuro imperatore Giuliano, allora bambini).

I territori di Dalmazio finirono nelle mani di Costante, il più piccolo dei figli di Costantino.

Questo primo bagno di sangue non fu che l’inizio.

Anche dei tre fratelli, alla fine solo uno sarebbe sopravvissuto per regnare su tutto l’impero.

Il primo a uscire di scena fu Costantino II nel 340, entrato in guerra con Costante per delle dispute territoriali – e poiché il secondo non tollerava più la “tutela” del primo, che gli impediva di governare. Costantino II morì durante uno scontro nei pressi di Aquileia.

Costante ottenne così sotto il suo imperium anche Spagna, Gallie e Britannia.

I rapporti tra i due figli rimasti, Costante e Costanzo II, furono estremamente tesi, specie dal punto di vista religioso, ma non sfociarono mai in una guerra aperta.

Nel 350, dopo aver perso l’appoggio dell’esercito, Costante finì ucciso dal generale Magnenzio, che si proclamò imperatore.

Una posizione, naturalmente, inaccettabile per Costanzo II, che entrò in guerra con l’usurpatore in Occidente.

Nel 351, in Pannonia, tra Costanzo II e Magnenzio ebbe luogo la battaglia di Mursa Maggiore, il più sanguinoso scontro di una guerra civile nella Storia romana.

Magnenzio riuscì a ritirarsi in Gallia, ma si suicidò dopo la sconfitta del 353 a Mons Seleucus, presso Lugdunum.

Costanzo II rimase così finalmente unico imperatore fino al 361, anno della sua morte, e unico erede di Costantino.

A succedergli al trono sarebbe stato l’unico sopravvissuto (Gallo, nominato Cesare, era stato fatto uccidere nel frattempo) tra i parenti di Costantino, sfuggito alle purghe di tanti anni prima: Giuliano.

Letture consigliate

Alessandro Barbero 2016, Costantino il vincitore

Pierre Maraval 2015, I figli di Costantino


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