La cosmesi nell’Impero Romano d’Oriente – la cura dei capelli

Già dalla sua fondazione, Costantinopoli divenne un importante centro culturale.

Qui abitarono medici illustri come Oribasio di Pergamo, Ezio di Amida, Alessandro di Tralles e Paolo di Egina.

Tutti loro studiarono medicina ad Alessandria d’Egitto, basandosi sulla tradizione ellenico-romana di Ippocrate e Galeno.

I medici dell’Impero Romano d’Oriente si cimentarono però soprattutto nel ramo della dermatologia e della cosmesi, con lo scopo di curare malattie della pelle, herpes, forfora, calvizie, formazione delle rughe, ecc…

In particolare, per combattere o prevenire la caduta dei capelli, si raccomandava l’uso di preparati a base di erbe (come l’adiantum), cera, catrame e colla. Altri miscugli potevano contenere olio, vino, aceto, miele, mirto e persino escrementi animali.

Le cause della caduta dei capelli erano spesso rintracciate nell’alimentazione e nella mancanza di liquidi (Teoria degli Umori). Perciò erano proibiti cibi grassi, vino…e addirittura troppo sesso.

Infine, vi erano anche degli impacchi per scurire o tingere i capelli, o eliminare i peli dal viso.

Leggi anche Guida alle acconciature femminili romane. Dalla tarda Repubblica alla tarda antichità

ph, Alessandro Blasoni

Letture consigliate

AA.VV. 2004, The roots of cosmetic medicine: hair cosmetics in Byzantine times (AD 324–1453), in “Int J. Dermatol”, 5, 43, pp. 397-401

G. Ravegnani 2015, La vita quotidiana alla fine del mondo antico

T. Talbot Rice 1988, Everyday life in Byzantium




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