Recensione: “La donna romana”, di Francesca Cenerini

Titolo: “La donna romana”

Autrice: Francesca Cenerini

Anno di pubblicazione: 2013

Editore: il Mulino

La donna romana” è un libro splendido, come pochi se ne trovano in giro.

L’autrice, Francesca Cenerini, è docente presso l’Università “Alma Mater Studiorum” di Bologna. I suoi studi sono sempre indirizzati verso la storia antica, dedicati in particolare alla ricerca della condizione femminile dell’età romana, attraverso l’analisi della documentazione epigrafica.

Questo testo si colloca proprio in questo ramo di ricerca.

Il libro, piuttosto breve ma ricco di informazioni e denso di note bibliografiche, tenta di ricostruire la vita femminile nel mondo romano, particolarmente tra la tarda repubblica e l’alto impero, con rari e brevi accenni fino al IV secolo d.C.

La donna romana ci viene solitamente mostrata attraverso le parole degli autori antichi o negli elogi funebri.
Queste testimonianze ci mostrano l’immagine di una donna ideale: moglie e madre integerrima, dedita alla casa ed alla famiglia, sottratta agli sguardi indiscreti.

L’ideale femminile elogiato dai Latini entra tuttavia in collisione con la vita reale delle donne stesse, particolarmente all’alba della Seconda Guerra Punica e delle guerra civili, eventi storici che sconvolgono letteralmente la società. Usi delle donne compresi.

Ma già all’inizio del Principato, Augusto attua delle modifiche legislative per combattere i nuovi costumi femminili. Egli elegge (e impone) la moglie Livia e la sorella, Ottavia, come simbolo e modello per tutte le donne della società.

Nelle stesse pagine, l’autrice esamina anche le condizioni di vita di donne “facili”, di estrazione sociale ed economica molto inferiore, come le schiave, prive di qualunque diritto giuridico.

Il libro coglie e ci mostra ogni aspetto della figura femminile in soli sette capitoli. Si passa dalla descrizione della donna ideale, alla contrapposizione della donna-modello con la realtà; dal rapporto tra le donne e il potere, alla vita delle donne lavoratrici.

La donna romana” si chiude infine con tante vite di donne quanti sono i capitoli del libro, sette: Livia Iulia, Calvia Crispinilla, Claudia Acte, Postumulena Sabina, Vetilia Egloge, Varia Chreste, Aemilia Urbana.
Un modo molto concreto di mostrare la realtà della donna romana nei diversi momenti storici.

Due capitoli del libro, in particolare, mi hanno maggiormente colpito.

Il quinto capitolo, “La donna e il culto”, poiché mostra in maniera dettagliata il ruolo che la donna ha all’interno della religione romana, e come certi suoi comportamenti potessero addirittura alterare la pax deorum.
Erano generalmente gli uomini a detenere i collegi sacerdotali, a officiare riti e sacrifici, a saper interpretare il volere degli déi.
Le donne erano relegate in una posizione subalterna anche in campo religioso, eccezion fatta per le “suppliche” e la divinazione. Anche nel culto, infatti, la condizione femminile doveva esser ribadita e controllata.
Tutta la liturgia matronale era rivolta al rinnovamento della fertilità e delle fecondità sia femminile sia della natura.

Tuttavia, è il sesto capitolo del libro che ho davvero adorato (“Donne ricche, lavoratrici, schiave”), perché affronta il tema del lavoro femminile in modo approfondito davvero ad ampio spettro, dalla tessitura alla prostituzione. Un tema troppo spesso dimenticato.

Per noi adesso può sembrare strano parlar di “lavoro specializzato”, associando questa parola solitamente a epoche successive a quella romana.
Grazie a “La donna romana”, scopriamo però per esempio un micromondo di tessitrici specializzate, la cui paga era molto più alta di quella di una comune filatrice.
Tuttavia, una donna lavoratrice era pur sempre una figura lontana dall’ideale femminile romano. Una donna che lavorava era mal vista della società, poiché distante dall’ideale donna casta, univira, silenziosa, che filava la lana all’interno delle mura domestiche.

Le donne lavoratrici non conducevano una vita agiata, e spesso alcuni mestieri, come quello delle locandiere, si affiancavano alla prostituzione

Questo è ciò che mi ha maggiormente colpito, ma è solo una goccia delle preziose informazioni che troverete in questo libro.

Se volete approfondire il tema della donna romana, questo è sicuramente il libro che fa per voi, e che non può mancare nella vostra libreria.

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