Gli ustrina del lago Trasimeno. I resti della disfatta romana.

Quando parliamo di battaglia dell’evo antico, è spesso difficile coglierne i segni ai giorni nostri – spesso è addirittura molto complicato individuare i campi di battaglia, figuriamoci altre tracce.

Esistono tuttavia alcune notabili eccezioni a questa regola e, in alcuni fortunati casi, possiamo trovare resti tangibili collegati alle battaglie del mondo antico.
Una di queste è la battaglia del lago Trasimeno del 217 a.C., una delle peggiori sconfitte subite dai Romani per mano di Annibale.

A Tuoro sul Trasimeno, nei pressi del lago e non molto distante dai luoghi dello scontro (oggi forse rievocati da toponimi suggestivi quali Malpasso, Sanguineto e Ossaia), tra il 1959 e il 1960 furono identificati e recensiti 17 strutture artificiali, rettangolari e circolari.

Si tratta di forni, in latino 𝘶𝘴𝘵𝘳𝘪𝘯𝘢, di grandi dimensioni: per dare un paio di dati, uno degli 𝘶𝘴𝘵𝘳𝘪𝘯𝘢 rettangolari misura circa cinque metri di lunghezza e tre di larghezza, per quasi due metri e mezzo di profondità, mentre uno di quelli circolari ha un diametro di quasi quattro metri e mezzo e profondo circa sei.

Questi sono i resti più tangibili dell’esito della battaglia del Trasimeno.
Dopo lo scontro, è evidente che l’esercito cartaginese avrà dovuto disfarsi nel modo più veloce e “igienico” possibile, dopo il saccheggio dei caduti (dei quali indosseranno gran parte dell’equipaggiamento nelle battaglie future), dei numerosi cadaveri dell’esercito romano – circa 10.000 uomini, secondo le stime.

Gli 𝘶𝘴𝘵𝘳𝘪𝘯𝘢, ovvero dei forni crematori, sono la soluzione più efficace a questo macabro problema.

Come facciamo a saperlo?

Gli 𝘶𝘴𝘵𝘳𝘪𝘯𝘢 del Trasimeno non solo sono pieni di resti organici, ma in almeno uno di questi furono rinvenuti alcune punte di freccia e i resti di un 𝘱𝘪𝘭𝘶𝘮 – forse gettato nel forno nella fretta o perché danneggiato.

Quest’ultimo, il segno più inequivocabile del collegamento con la battaglia del 217 a.C.

Gli archeologi furono anche in grado di identificare due diverse origini dei due tipi di 𝘶𝘴𝘵𝘳𝘪𝘯𝘶𝘮.
Se il tipo rettangolare trova infatti riscontri con analoghi strutture coeve dalla Numidia, quelli circolari sono stati identificati come di produzione locale.

Ciò significa che anche la popolazione del luogo, poiché costretta o per analoga necessità di eliminare il più velocemente possibile tutti quei cadaveri, ha collaborato con i Cartaginesi in questa fase, spesso oggi trascurata, della Storia della battaglia del Trasimeno.

Letture consigliate

G. Canestrelli 2022, Roma contro Cartagine. Tutte le truppe di Annibale

Susini G., Ricerche sulla battaglia del Trasimeno, Accademia Etrusca di Cortona, Annuatio XI, nuova serie Vol. IV, 1960, pagg. 84-89


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