I nomi delle legioni romane

Le legioni romane, sia della Repubblica che del Principato, sono usualmente identificate da un numerale che le distingue dalle altre.

Con la tarda repubblica, tra la professionalizzazione dell’esercito (con la conseguente stabilizzazione permanente delle legioni, non più sciolte ad ogni campagna militare) e il proliferare delle unità legionarie, specie per via delle guerre civili, si assiste al fenomeno dell’assegnazione di nomina e cognomina a specifiche legioni.

Mentre i nomi, specie in età imperiale, saranno spesso legati a figure di imperatori, i “soprannomi” differenziano le legioni da eventuali omonime (i casi di numerale uguale non sono certo rari), e soprattutto identificano particolari doti, caratteristiche e onorificenze guadagnate dall’unità durante il suo servizio.

Anche se spesso noi conosciamo alcune famosissime legioni per un solo cognomen, dobbiamo tuttavia ricordare che in realtà spesso una singola legione poteva guadagnare, nel corso dei decenni (quando non secoli) di servizio, svariati cognomina, che andavano ad accrescerne il prestigio.

Cognomina ex origine

Tra i cognomina più diffusi delle legioni romane, sicuramente vi sono quelli che hanno a che fare con l’origine geografica (e a volte etnica) della legione stessa. Gli esempi sono innumerevoli, tra i quali sicuramente i più famosi sono:

  • Italica. Sono esistite almeno quattro legioni “italiche”, ma di sicuro la più famosa è la Legio I Italica. Viene arruolata da Nerone nel 66 d.C. con reclute dalla Penisola, che almeno nella sua prima fase di esistenza devono obbligatoriamente essere alte almeno sei piedi romani (ca. 1,77 cm)
  • Gallica. Anche in questo caso, diverse legioni furono identificate con tale cognomen – molte di queste furono arruolate sotto Giulio Cesare e Augusto, appunto, in Gallia. La più famosa delle legioni galliche è probabilmente la Legio III Gallica, in quel periodo stanziata in Siria, fondamentale nel far vincere ai flaviani la seconda battaglia di Bedriaco (69 d.C.)
  • Macedonica. Le legioni “macedoniche”, delle quali non esistono molti esempi, prendono tale cognomen principalmente perché stanziate o in servizio a lungo proprio in Macedonia. La più celebre di tutte è di sicuro la Legio V Macedonica. Come moltissime altre unità nate nel periodo tra tarda repubblica e alto impero, la legione sopravvive per tutta la tarda antichità, ma la V Macedonica in particolare arriva sino quasi alla metà del VII secolo, venendo probabilmente distrutta solo a Yarmuk nel 636 dagli Arabi.
  • Fretensis. Un caso molto particolare è quella della Legio X Fretensis, levata sotto Augusto in opposizione a Sesto Pompeo. Questa legione, una “Decima” come quella celeberrima di Cesare (e all’epoca al servizio di Antonio) prende il nome dal luogo dove è di stanza: lo Stretto di Messina (fretum siculum). Questa legione partecipa alla battaglia di Azio e, nei decenni e due secoli successivi, si distinguerà in Oriente nelle Guerre Giudaiche.

Legioni Geminae

Particolarmente nel periodo tra tarda repubblica e I sec. d.C., si assiste al proliferare di diverse legioni romane col cognomenGemina” (gemella).
L’attributo “Gemina” è assegnato a quelle legioni che nascono dall’unione di due precedenti unità, o a quelle legioni che includono, a un certo punto della loro storia, i resti di altre. Tra alcune delle molte legioni “geminae“, possiamo ricordare:

  • la Legio VII, reclutata da Galba in Spagna nel 68 d.C., che diviene “Legio VII Gemina” dopo aver raccolto tra i suoi ranghi, probabilmente, i resti della Legio I Germanica, nel 70 d.C.
  • la Legio XIII Gemina, una delle innumerevoli legioni nate sotto Cesare. La Legio XIII diviene “Gemina” dopo che Ottaviano, futuro Augusto, integrò le sue fila con veterani delle legioni di Marco Antonio, a seguito della vittoria di Azio.
  • la Legio X Gemina. La X è stata probabilmente la legione favorita di Cesare, e durante le campagne galliche ha il cognomen “Equestris” – titolo che però le viene revocato come punizione per essersi ribellata ad Augusto. Quest’ultimo andò a integrare i ranghi della legione con uomini provenienti da altri reparti, andando così a costituire la Legio X Gemina.

Legioni Parthicae

Rispetto ad altri cognomina delle legioni romane, quelli assegnati ad unità di nuova creazione in relazione alla campagna per la quale sono state levate sembrano essere stati abbastanza rari.

È il caso delle legioni “Parthicae“: si tratta di tre legioni create dall’imperatore Settimio Severo nel 197 (I, II e III) in vista della campagna che avrebbe dovuto intraprendere contro i Parti. Altre tre legioni con lo stesso cognomen (IIII, V e VI) vengono levate da Diocleziano nella riorganizzazione militare delle province orientali – ovviamente ciò non era più in relazione all’ormai scomparso nemico partico, ma probabilmente in relazione con le tre legioni severiane già esistenti.

Tra queste legioni, è rimasta famosa la Legio II Parthica. Questa viene stanziata da Settimio Severo ai Castra Albana (presso Albano Laziale), divenendo la prima legione a restare in servizio fisso in Italia dopo ben due secoli.
Il motivo è presto detto: l’imperatore ha bisogno sia di una riserva strategica pronta all’uso, sia di un corpo che possa combattere eventuali usurpatori e fare da contrappeso anche ai pretoriani – che subiscono anche una riforma del loro reclutamento proprio ad opera di Settimio Severo, nel tentativo di limitarne il potere.
Tuttavia, la Legio II Parthica stessa si ritrova a essere un protagonista attivo nella scelta degli imperatori durante la crisi del III secolo.

Leggi anche I Pretoriani – nascita, ascesa e caduta di una guardia imperiale.

Cognomina ex virtute

Svariati sono i possibili cognomina ex virtute, acquisiti cioè da una legione per le sua qualità durante una particolare battaglia o guerra, e che potevano accumularsi nel tempo.

Senza sperare di fare un elenco esaustivo, ci limitiamo a riportare l’esempio di un paio di legioni con un alto numero di cognomina ex virtute, per rendere chiaro il concetto.

Legio VI Ferrata (lett. “ricoperta di ferro”, per via delle armature), che è stata anche Fidelis (fedele) e Constans (affidabile).

Legio XII Fulminata (lett. “portatrice del fulmine”, l’emblema della legione), che è stata anche Victrix (vincitrice), Antiqua (di consolidata qualità), Certa Constans (sempre affidabile).

I nomi delle legioni nella tarda antichità

Pur mantenendo formalmente il modo di assegnare i nomi alle legioni, nella tarda antichità si assiste a una diversa maniera, tanto ufficiale quanto informale, di nominarle.

Un caso emblematico è costituito dalle legioni create appositamente da Diocleziano e Massimiano: si tratta di diverse legioni legate ai loro rispettivi comandanti, che simbolicamente rappresentavano Giove ed Eracle.

Se all’inizio queste legioni sono note (al singolare e senza numerale) come Legio Iovia e Legio Herculea, in fonti più antiche le troviamo denominate più semplicemente come Ioviani ed Herculiani.
Questo è un fenomeno che investe tutte le legioni, anche quelle di più antica data ancora attive, ma soprattutto che si rende palese anche in documentazioni ufficiali come la Notitia Dignitatum e in opere storiografiche come quella di Ammiano Marcellino. In fonti più antiche, al contrario, le legioni sono quasi sempre ricordate con il loro nome, non con quello dei soldati che la compongono.

Non sappiamo il vero motivo di questo cambio, ma forse è possibile rintracciarlo nello slang militare: è assai probabile che i soldati già da prima si chiamassero in questo modo, e che questo processo sia poi risalito dal basso verso i vertici – un movimento “naturale”, considerando la sempre maggior presenza di militari ai vertici del potere dal III secolo in avanti.

Letture consigliate

G. Cascarino 2008, L’esercito romano. Armamento e organizzazione. Vol. II: Da Augusto ai Severi

S. Dando-Collins 2012, Legions of Rome. The Definitive History of Every Imperial Roman Legion

A. Goldsworthy 2011, The Complete Roman Army


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