Recensione: “Per un pugno di barbari”, di Marco Cappelli

Titolo: “Per un pugno di barbari. Come Roma fu salvata dagli imperatori soldati”

Autore: Marco Cappelli

Anno prima pubblicazione: 2021

Editore: Solferino

Per un pugno di barbari” non è il solito saggio.

Ma forse proprio per questo è uno dei modi migliori per approcciarsi al III sec. d.C., uno dei periodi più complessi e spesso meno presi in considerazione della Storia romana.

Un periodo di passaggio cruciale dal Principato alla Tarda Antichità, che Marco Cappelli, autore del noto e ascoltatissimo podcast “Storia d’Italia”, sintetizza benissimo in questo suo corposo libro (476 pagine).
Un’ambiziosa sintesi di un periodo a dir poco complesso, travagliato e confuso, ma fondamentale per capire come mai il mondo romano cambi “improvvisamente” (virgoletto poiché, ovviamente, il cambiamento non fu certo così improvviso).

Per aiutare il lettore a meglio comprendere il III secolo, l’autore ci regala anche un’introduzione dedicata alla parte finale del II secolo – senza la quale ci sarebbe impossibile capire la “portata principale” del libro.

Non è facile parlare di questo volume, devo dirlo. E non sarà facile scriverne una recensione che vada bene per tutti.

Per cui vi racconterò primariamente la mia esperienza e le mie opinioni su “Per un pugno di barbari“.

A rischio di scoraggiarvi, parto dagli elementi che ho trovato negativi – davvero pochi, ve lo assicuro. Proseguite nella lettura e scoprirete soprattutto gli innumerevoli pregi di questo libro.

Per uno che, come me, è molto abituato a leggere i saggi storici “tradizionali”, all’inizio è stato difficile abituarsi allo stile di “Per un pugno di barbari“.

Particolarmente due elementi, all’inizio, mi hanno portato a questa difficoltà – elementi che però non rappresentano difetti…e capirete subito come mai.

In primis, troverete non solo molti parallelismi con altri periodi ed eventi storici, ma anche tanti riferimenti alla cultura pop. A mio avviso, specie nel primo terzo del libro, forse sono un po’ troppi.
Questo perché in più di un’occasione mi sono trovato addirittura distratto da alcuni di questi parallelismi e riferimenti, facendomi brevemente perdere il filo del discorso e l’immersione.

Tuttavia, questi riferimenti e parallelismi hanno un grande vantaggio: riescono a far avvicinare meglio al tema un lettore meno esperto, e soprattutto sono in grado di far passare concetti anche piuttosto complicati (che per il III sec. d.C. non mancano di sicuro), nonché a rendere più leggero e fruibile il tono del libro.

Il secondo, e ultimo, punto che mi ha messo un poco in difficoltà, sono i prologhi narrativi alle varie sezioni del libro.

E non per la loro forma (è un espediente, a volte funzionante, che ho già avuto modo di riscontrare in altri saggi recenti), ma perché scoprirete che ogni “prologo” è ambientato alla fine o a metà del capitolo che starete per iniziare.
Insomma, nulla di grave o preoccupante: solo, attenti ai “balzi temporali”, se non ci siete abituati.

Tolte questi due iniziali ostacoli (una percezione molto personale), una volta abituatomi al ritmo e allo stile del libro, l’ho divorato in davvero pochissimi giorni.

Per un pugno di barbari” è un libro che un appassionato di Storia romana, specie chi non conosce bene il III sec. d.C., deve avere.
E le sue particolarità non si esauriscono con quanto scritto sopra.

Un punto che potrebbe far storcere il naso ad alcuni “puristi” è probabilmente il linguaggio e lo stile che usa Marco Cappelli: l’autore emerge continuamente dalle pagine, anche in modo molto personale.
Sembra quasi di stare in sua compagnia, a fare una chiacchierata o ad ascoltarlo parlare e spiegare (o, forse non a caso, di ascoltare un episodio del suo podcast). In questo caso, e nel complesso del libro, questo è in realtà un pregio.

L’autore è decisamente abile nel trascinare il lettore e nel fargli comprendere e apprendere, in maniera semplice, efficace e mai noiosa, il grande caos e i punti di svolta cruciali del III secolo (forse anche complici gli eventi narrati, da un certo punto in poi mi è stato impossibile smettere di leggere).

E ci riesce anche su un aspetto fondamentale, del quale è esperto, e che spesso nei libri di Storia è dimenticato o messo in un angolo: l’economia.
Per un pugno di barbari” riesce in modo efficace, semplice e comprensibile laddove molti saggi storici nemmeno osano andare. E questo è ben più che positivo, sia perché comprendere gli aspetti economici è importante per capire diversi perché e snodi cruciali del III sec. d.C., sia perché vi porterete a casa anche alcuni concetti e lezioni che sono validi anche nel nostro mondo contemporaneo.
E ve lo dice uno che di economia non ci ha mai capito niente.

Tolto lo stile accattivante e coinvolgente di Marco Cappelli, l’argomento del libro non potrà non trascinarvi con forza e grande immersione nel caos del III sec. d.C., a fianco dei suoi protagonisti.
particolarmente i “barbari” del titolo, che altro non sono che gli imperatori illirici. Quegli imperatori soldato che, con i loro sforzi spesso titanici, tirarono fuori l’impero dal baratro.

Leggendo, io personalmente mi sono appassionato moltissimo a Gallieno (non uno dei “barbari”, a dire il vero, senza il cui duro e sottovalutato lavoro, la ripresa dell’impero non sarebbe stata possibile) e a un imperatore arcinoto ma che pochi davvero conoscono: Diocleziano – senza il quale l’impero probabilmente non sarebbe durato più di altri mille anni.

Troverete poi anche delle interessanti “novità”, rispetto a quanto siete abituati a conoscere della Storia romana. Un esempio su tutti, poiché mi è rimasto molto impresso: chi fu il primo imperatore romano morto in battaglia?
Per chi ne sa qualcosa su questo tema, la risposta automatica sarebbe Decio. Eppure, in realtà non è così ovvio…e lo scoprirete solo leggendo “Per un pugno di barbari“.

Infine, una chicca di questo libro sono sicuramente le mappe e le illustrazioni – particolarmente le prime, utili a capire meglio ciò che si sta leggendo e realizzate con uno stile che penso andrebbe ripreso maggiormente in altri saggi (l’autore, per chi lo segue, è appassionato di Tolkien…e dalle mappe si vede benissimo!).

In conclusione: un gran bel saggio, che finalmente mette in ordine in modo chiaro ed estremamente fruibile il caos che fu il III sec. d.C., uno dei più importanti della Storia romana.

Un saggio che merita sicuramente un posto nella vostra libreria.

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One thought on “Recensione: “Per un pugno di barbari”, di Marco Cappelli

  1. Reblogged this on Storia d'Italia and commented:
    Una ottima recensione di “Per un pugno di Barbari” da uno dei migliori rievocatori e studiosi sulla tarda antichità. Onorato che abbia letto il libro e lo abbia apprezzato!

    Ci sono anche consigli su come migliorarlo, e anche quelli sono molto apprezzati!

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