Origine, Arbuscola, Citeride: le attrici più desiderate dell’Urbe

Secondo Servio Mario Onorato (un grammatico del IV-V sec. d.C.) nel I sec. a.C. ci furono a Roma tre famose donne di spettacolo, le più celebri e desiderate dell’Urbe.

La prima si chiamava Origine, ed era una cacciatrice d’eredità.
Di lei non sappiamo purtroppo molto, se non che fece girare la testa a Marseo, un giovane di ricca famiglia, al quale dilapidò l’intero patrimonio.

La seconda si chiamava Arbuscola, un’attrice che conobbe persino Cicerone.
Ella aveva una schiera d’ammiratori, soprattutto nella classe equestre.

La più famosa, tuttavia, fu Citeride.
Donna sensuale, bellissima, di grande fascino.

Prese il nome d’arte di Citeride che richiamava la famosa isola di Citera, luogo di nascita di Venere.

Citeride fu l’amante di Bruto (55 – 50 a.C.), Marco Antonio (49 a.C.), e del poeta Cornelio Gallo (43 a.C.).

Ma come fece a conoscerli?

Citeride era un’attrice e una schiava, probabilmente della scuola di recitazione di Publio Volumnio Eutrapelo.
Questo impresario era riuscito ad intessere una fitta rete di relazioni con uomini dell’alta società romana, offrendo loro non solo spettacoli nelle loro abitazioni private, ma anche le stesse attrici.

Le mimae, infatti, avevano sempre avuto il ruolo ambiguo di attrici e prostitute.

Per poterla meglio inserire nella società, tuttavia Volumnio affranca Citeride. L’attrice continuò a praestare operam per il suo ex padrone.

Cicerone ci racconta della relazione della donna con Marco Antonio: una relazione che destò molto scandalo, e di cui l’autore latino volle approfittarsi per screditare il suo avversario politico.

La relazione destò scandalo anche perché Antonio, all’epoca dei fatti uomo sposato e tribuno della plebe, non faceva nulla per nascondersi, anzi: girava con lei in lettiga per le strade, e non divideva la sfera pubblica da quella privata, trattando Citeride come se fosse un’onesta matrona romana.

Nel 46 a.C., probabilmente su pressione di Cesare, Marco Antonio interruppe i rapporti con la donna.

Nel 43 a.C., Citeride iniziò una nuova relazione col poeta Cornelio Gallo, il quale tre anni dopo le dedicò una raccolta d’elegie, Amores, nella quale la canterà con l’altro nome per il quale è famosa, Licoride.

Gallo era perdutamente innamorato dell’attrice, tanto da trasformarla nella sua musa ispiratrice appassionata e crudele.
Purtroppo per lui, il sentimento non era ugualmente ricambiato, e l’artista ne uscì devastato.

Persino Virgilio parlò del dolore del suo amico, scrivendo che Licoride si trovava “tra i ghiacci del Reno e le armi di Marte”. Infatti, Citeride finì tra le braccia di un ufficiale delle legioni stanziate lungo il limes del Reno (forse Quinto Furio Caleno).

mosaico con attrice e musici

Letture consigliate

A. Angela 2016, Amore e sesso nell’antica Roma

F. Cenerini 2013, La donna romana

F. Dupont 1990, La vita quotidiana nella Roma repubblicana


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