I tagmata. La riforma militare di Costantino V

Nel corso dell’VIII secolo, il pericolo di rivolte militari da parte dei themi imperiali maggiori, con 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘰𝘪 capaci di radunare migliaia di uomini, è un pericolo ormai ricorrente per la stabilità dell’impero romano.

[Leggi anche I themata. Eserciti e province imperiali nel Medioevo (VII-XI sec.)]

Uno dei themi più grandi e potenti, nella prima metà dell’VIII secolo, è quello dell’𝘖𝘱𝘴𝘪𝘬𝘪𝘰𝘯, nella parte nord-occidentale dell’Asia Minore – il cui nome deriva da 𝘰𝘣𝘴𝘦𝘲𝘶𝘪𝘶𝘮, ovvero il seguito armato dell’imperatore.
Qui stazionano le truppe della riserva centrale, a diretta disposizione e dipendenza dell’imperatore, e il thema è governato, caso unico tra tutti i themi, da un 𝘤𝘰𝘮𝘦𝘴 e non da uno 𝘴𝘵𝘳𝘢𝘵𝘦𝘨𝘰𝘴.

Nel 742, Artabasdo, 𝘤𝘰𝘮𝘦𝘴 del thema 𝘖𝘱𝘴𝘪𝘬𝘪𝘰𝘯, si ribella al potere imperiale e usurpa il trono di Costantino V finché quest’ultimo, nel 743, non riesce a riconquistarlo.

Per evitare che il problema della rivolta di un thema potente come quello dell’𝘖𝘱𝘴𝘪𝘬𝘪𝘰𝘯 si ripeta in futuro, Costantino V decide per l’unica soluzione logica: dividere la provincia in tre nuovi themi, rispettivamente 𝘖𝘱𝘴𝘪𝘬𝘪𝘰𝘯, 𝘉𝘶𝘬𝘦𝘭𝘭𝘢𝘳𝘪𝘰𝘯 (“dei Bucellarii”) e 𝘖𝘱𝘵𝘪𝘮𝘢𝘵𝘰𝘯 (“degli 𝘖𝘱𝘵𝘪𝘮𝘢𝘵𝘦𝘴”).
Questo va del resto nel segno dell’opera del padre, Leone III, che già ha suddiviso altri grandi themi nel corso del suo regno.

La divisione di un thema così importante come quello dell’𝘖𝘱𝘴𝘪𝘬𝘪𝘰𝘯 crea però un potenziale problema non da poco, ovvero una forza di difesa più debole e un esercito a disposizione dell’imperatore ben più contenuto.

Per questo, Costantino V decide di costituire, con parte dei soldati del vecchio tema 𝘖𝘱𝘴𝘪𝘬𝘪𝘰𝘯, nuovi reggimenti di soldati che formeranno il nuovo seguito, la nuova guardia imperiale, nonché una forza di “intervento rapido” a supporto degli eserciti provinciali in caso di bisogno.

[Leggi anche Le campagne di Costantino V contro i Bulgari (759-773)]

Nascono così i primi 𝘵𝘢𝘨𝘮𝘢𝘵𝘢 imperiali (sing. 𝘵𝘢𝘨𝘮𝘢), formati da soldati professionisti stipendiati dalle casse imperiali e non legati alle terre militari assegnate ai soldati provinciali – metodo rapido e più o meno sicuro per assicurarsene la fedeltà.
I primi 𝘵𝘢𝘨𝘮𝘢𝘵𝘢 sono cinque, ognuno costituito da ben 4000 uomini ed equipaggiati col massimo che l’armamento dell’epoca possa offrire.

Tre 𝘵𝘢𝘨𝘮𝘢𝘵𝘢 sono di cavalleria pesante: gli 𝘌𝘹𝘤𝘶𝘣𝘪𝘵𝘰𝘳𝘦𝘴, le 𝘚𝘤𝘩𝘰𝘭𝘢𝘪 e la 𝘉𝘪𝘨𝘭𝘢 (dal latino 𝘷𝘪𝘨𝘪𝘭𝘪𝘢, la “ronda notturna”). I nomi dei primi due richiamano, se non sono una trasformazione vera e propria dei reparti già esistenti, i due principali corpi di guardie imperiali della tarda antichità.

In aggiunta, a Costantinopoli sono di stanza due 𝘵𝘢𝘨𝘮𝘢𝘵𝘢 di fanteria, i 𝘕𝘶𝘮𝘦𝘳𝘰𝘪 e i 𝘛𝘦𝘪𝘤𝘩𝘪𝘴𝘵𝘢𝘪 (“delle mura”), mentre il thema 𝘖𝘱𝘵𝘪𝘮𝘢𝘵𝘰𝘯 fornisce ora tutto il necessario supporto logistico, con delle speciali unità di mulattieri.

A questi primi cinque, nel corso dei secoli si andranno ad aggiungere numerosi altri 𝘵𝘢𝘨𝘮𝘢𝘵𝘢 di soldati professionisti, che avranno durate più o meno lunghe (alcuni 𝘵𝘢𝘨𝘮𝘢𝘵𝘢 sopravvivono solo all’imperatore che li ha creati).
Tra i molti basti ricordare i 𝘵𝘢𝘨𝘮𝘢𝘵𝘢 degli 𝘏𝘪𝘬𝘢𝘯𝘢𝘵𝘰𝘪, gli 𝘈𝘵𝘩𝘢𝘯𝘢𝘵𝘰𝘪 e il 𝘛𝘢𝘨𝘮𝘢 𝘵𝘰𝘯 𝘉𝘢𝘳𝘢𝘯𝘨𝘪𝘰𝘯 (la guardia variaga).

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Lettura consigliata

G. Breccia 2018, Lo scudo di Cristo. Le guerre dell’impero romano d’Oriente

4 thoughts on “I tagmata. La riforma militare di Costantino V”

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