La battaglia di Akroinon (740). L’inizio della riscossa contro gli Arabi

Nell’VIII secolo, dopo circa un secolo ininterrotto di conquiste e di battaglie solo in offensiva, l’inarrestabile avanzata degli Arabi inizia a subire le prime, decisive battute di arresto.

Nel 721 e nel 732, le spedizioni arabe in Occidente sono sconfitte alla battaglia di Tolosa e nella celebre battaglia di Poitiers dai Franchi.

Ancora prima, con una vittoria probabilmente ancora più importante riportata dai Romani, nel 717-718 il secondo assedio arabo di Costantinopoli si infrange disastrosamente contro le mura teodosiane, il fuoco greco e la cavalleria dei Bulgari.

Gli Arabi, tuttavia, erano ancora lontani dall’aver perso il loro slancio combattivo e il loro valore. Nel 737 riescono a sottomettere e far convertire il popolo della steppa dei Cazari, alleati dei Romani, potendosi così dedicare ancora una volta alla guerra contro l’impero romano.

Come ormai succedeva regolarmente da anni, nel 740 gli Arabi lanciano un massiccio raid in Anatolia, riuscendo a penetrare molto in profondità nel territorio imperiale, con l’obiettivo di fare saccheggio e prigionieri – la prospettiva di conquistare stabilmente porzioni di territorio è ormai chiaro che sia irrealizzabile.

La nostra fonte principale sull’episodio, Teofane Confessore, parla di cifre esorbitanti per l’epoca: 90.000 uomini in totale, divisi in tre colonne.
10.000 uomini armati alla leggera si muovono a saccheggiare la costa, mentre altri 60.000 (il numero di questi è reputato oggi inattendibile) saccheggiano la Cappadocia.
La terza colonna, formata da 20.000 uomini, si porta vicino ad Akroinon, presso l’odierna Afyonkarahisar, in Turchia occidentale.

Questa volta, però, probabilmente per la prima volta dall’inizio dell’invasione araba, i Romani decidono di affrontare gli Arabi in campo aperto.
A guidare l’esercito imperiale è l’imperatore in persona, Leone III, che porta con sé suo figlio Costantino V. Entrambi sono i “campioni” della dottrina iconoclasta, che scuoterà l’impero per il secolo a venire.

Leone III decide di marciare contro la colonna araba ad Akroinon. Non abbiamo idea di quanti soldati possa mettere in campo, ma è assai probabile che si tratti di un esercito vasto quanto quello arabo, se non più grande – il thema Opsikion da solo, all’epoca, si stima potesse costituire un esercito di circa 30.000 uomini.

Purtroppo non abbiamo dettagli sullo scontro, se non che Leone III e Costantino V ottengono una vittoria più che schiacciante sugli Arabi. Secondo Teofane Confessore, solo poco meno di 7000 Arabi riescono a resistere e a ritirarsi.

La battaglia di Akroinon, che deve avere rinforzato la convinzione di Leone III e Costantino V di essere nel giusto nel loro credo iconoclasta, non è di per sé una battaglia decisiva: le altre due colonne arabe riescono infatti a ritirarsi indenni, cariche di bottino e prigionieri, e i raid in Anatolia proseguiranno già nel 742 (però soltanto perché sarà in atto una guerra civile tra Costantino V e l’usurpatore Artavasde).

Ma, nonostante questo, la battaglia di Akroinon segna comunque un importante punto di svolta notevole nel conflitto ormai secolare tra Romani e Arabi: è infatti la prima vittoria su un esercito arabo dall’inizio dell’espansione del Califfato, ormai circa un secolo prima.

Da questo momento, l’impero romano tornerà all’offensiva contro il suo vicino.
Già nel 741, Costantino V si sentirà abbastanza sicuro da lanciare un attacco contro Melitene, riconquistandola e dando inizio a un periodo di riscossa militare.

Per la prima volta da un secolo, in Oriente l’impero torna all’attacco.

Letture consigliate

W. Treadgold 1997, A History of Byzantine State and Society


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