Un articolo di Mattia Caprioli – storico e divulgatore
La battaglia del Frigido del 394 d.C., tra l’esercito di Teodosio e le truppe del magister militum Arbogaste e l’imperatore Eugenio, è una delle battaglie più importanti di tutto il mondo antico.
Ma chi erano davvero i soldati che combatterono in questa battaglia? Quali legioni, auxilia palatina e unità di cavalleria catafratta si scontrarono sulle sponde del fiume Frigido il 5 e 6 settembre del 394?
Fortunatamente per noi, esiste un sito archeologico, proprio qui in Italia, che ci permette di rispondere a questa domanda e di avere uno sguardo nella vita di questi soldati romani della tarda antichità.
Il Sepolcreto dei Militi di Concordia Sagittaria
In precedenti articoli, abbiamo menzionato molte volte il Sepolcreto dei Militi di Concordia Sagittaria (l’antica Iulia Concordia) – famoso soprattutto per i soldati Goti dell’imperatore Teodosio.
Si tratta di un sito oggi purtroppo non più visibile, ma di estrema importanza per la storia tardo antica.
Come dice il nome, si tratta di un’area cimiteriale nella quale sono stati deposti numerosi soldati romani deceduti alla fine del IV secolo o agli inizi del V.
In larga parte si tratta sicuramente di soldati che hanno partecipato alla battaglia del Frigido del 394, in uno dei due schieramenti.
Come già accennato, in passato ho parlato spesso del Sepolcreto per parlare dei Goti di Teodosio, che troviamo in diverse unità di auxilia palatina…ma i soldati inumati in questo cimitero sono in realtà della più svariata provenienza, come indicano i nomi.
A quali unità appartenevano questi soldati?

Una curiosità: alla fine del IV secolo tutti i “reggimenti”, dalle legioni agli auxilia, fino addirittura ai reparti delle scholae (i reggimenti di cavalleria della guardia imperiale), vengono denominati numeri (sing. numerus), come del resto anche nella coeva Notitia Dignitatum.
Soldati delle scholae palatinae
Il soldato più “prestigioso” del Sepolcreto è un tale Flavius Cascivinus, ducenario di un numerus Armaturarum, morto a 43 anni dopo aver servito per 23.
Perché dico “il più prestigioso”?
Siamo di fronte quasi sicuramente a un membro di una delle due scholae armaturarum, un membro quindi di uno dei reggimenti della guardia imperiale.
A una di queste unità appartenevano anche due soldati, Flavius Vitalis e Maximianus, non sepolti nella necropoli ma dedicatari di una delle lapidi, appartenente a un soldato di un’altra unità – un dettaglio molto umano e per niente scontato.

Legio palatina. Gli Ioviani
Troviamo poi un Flavius Fortunatus, appartenente all’unica legione palatina attestata, quella degli Ioviani (nella lapide, numerus militum Iovianorum).
Purtroppo non sappiamo se si tratti degli Ioviani iuniores o degli Ioviani seniores: i primi erano una legione palatina nel primo esercito praesentalis d’Oriente, i secondi dell’esercito praesentalis in Italia.
Gli eserciti praesentales, come dice il nome, erano gli eserciti letteralmente “in presenza” dell’imperatore: i soldati spesso di stanza presso le capitali, a più diretta disposizione e che lo accompagnano nelle campagne militari.

Legiones comitatenses. I soldati dell’esercito campale romano
Nel Sepolcreto troviamo anche soldati appartenenti ad alcune legioni comitatenses, ovvero l’esercito di manovra. Si tratta di quegli eserciti di stanza all’interno dei confini imperiali, al comando dei rispettivi magistri militum.
Troviamo un numerus primae Martiae victricis, al quale apparteneva un tale Flavius Ziper (forse di origine orientale), morto a 27 anni: è colui la cui lapide è stata pagata dagli scholares Flavius Vitalis e Maximianus, menzionati sopra.
La legione di Flavius Ziper è probabilmente da identificare con quella dei Martii, inquadrata tra le legioni comitatensi del magister militum per Illyricum.

Un’altra legione comitatense è attestata è un numerus Fortensium, in una lapide nella quale non è più possibile leggere il nome del soldato lì sepolto.
Si tratta dell’unità dei Fortenses. Da Iulia Concordia farà, nel giro di pochi anni, un lungo viaggio verso occidente: nella Notitia Dignitatum la ritroveremo infatti tra le legioni della penisola iberica, sotto il comando del comes Hispaniarum.
In alternativa, potrebbe essere l’unità che troviamo con lo stesso nome in uno dei due eserciti praesentales dell’Oriente.

Più difficile è individuare la terza legione comitatense, un numerus Armigerorum, poiché esistono più unità di Armigeri nella Notitia.
Potrebbe infatti trattarsi tanto degli Armigeri defensores seniores stanziati in Gallia, quanto degli Armigeri propugnatores seniores e Armigeri propugnatores iuniores, dislocati in Africa – anche se queste sono in verità legiones palatinae. L’ipotesi degli Armigeri defensores seniores di Gallia mi sembra la più probabile.
Una curiosità: questa legione è attestata per via di un suo membro di origine gota, tale Flavius Fandigildus. Questo è molto curioso, considerando che altrimenti troviamo soldati Goti soltanto tra i ranghi degli auxilia palatina. Viene da domandarsi quale sia stata la storia di questo Fandigildus…

Auxilia palatina. I soldati goti…e gli altri
Come accennato, nel Sepolcreto dei Militi troviamo un gran numero di soldati appartenenti ad auxilia palatina – e molti di questi soldati, come testimoniano i nomi, sono Goti.
Anche se sappiamo della creazione di moltissimi nuovi auxilia di Goti sotto Teodosio, noi sappiamo che quelli di Concordia appartengono sempre a unità già affermate ed esistenti da tempo.
In primo luogo troviamo il numerus Bracchiatorum, il numerus Batavorum e il numerus Erulorum seniorum.

Si tratta rispettivamente dei Brachiati (probabilmente i seniores, stanziati poi proprio in Italia), dei Batavi seniores (ai quali appartengono un numero elevatissimo di soldati, tra le lapidi edite) e degli Heruli seniores. Anche queste ultime due unità vengono dislocate in Italia, e tradizionalmente combattono sempre insieme.

Anche dei “Batavi” esistono numerose unità attestate nella Notitia Dignitatum, ma l’identificazione con quella stanziata nella Penisola pare la più probabile.

Abbiamo poi un numerus Mattiacorum seniorum e un numersu Mattiacorum iuniorum: sono rispettivamente i Mattiaci Seniores e i Mattiaci Iuniores.
I Mattiaci Seniores sono anche loro stanziati in Italia, anche se esiste un’unità con lo stesso nome nel primo esercito praesentalis d’Oriente.
Quanto ai Mattiaci Iuniores, li troviamo sia nel secondo esercito praesentalis d’Oriente che tra gli auxilia della Gallia, con il nome aggiuntivo di Gallicani.

Sempre in Gallia poi troviamo anche, tra gli auxilia, i Leones seniores (numerus Leonum seniorum), i Bructeri (numerus Bructerorum) e gli Iovii iuniores Gallicani (una delle rarissime unità del Sepolcreto attestata senza l’appellativo numerus).

Unìunità di auxilia è composta da arcieri: sono il numerus sagittariorum Nerviorum. Questi sono quasi certamente i Sagittari Nervii, che troviamo in Spagna come i Fortensens…sempre che non siano in realtà i Sagittarii Nervii Gallicani, stanziati in Gallia.

Tra gli auxilia abbiamo infine il numerus Iberorum e il numerus Regiorum Emesenorum Iudaeorum.
Il primo corrisponde all’unità degli Hiberi, levati quasi certamente sotto Teodosio con reclute dall’Iberia del Caucaso. Li troviamo tra gli auxilia del primo esercito praesentalis d’Oriente.

Risulta molto più difficile identificare i Regii Emeseni Iudaei, poiché non esiste un’unità con questo nome nella Notitia Dignitatum. L’unico auxilium con un nome simile è quello dei Regii, il primo tra quelli del secondo esercito praesentalis d’Oriente, ma è impossibile dire con certezza se si tratti degli stessi soldati.
Per approfondire il tema dei Goti nell’esercito romano dopo Adrianopoli:
A. Barbero 2005, 9 agosto 378. Il giorno dei barbari
Uno dei libri più amati e celebri del prof. Barbero. Una lettura imperdibile sulla battaglia di Adrianopoli e la guerra gotica (376-382)M. Cappelli 2022, Il miglior nemico di Roma
Ottimo saggio di Marco Cappelli, la voce del podcast Storia d’Italia. Immancabile per chi ama libri come La caduta dell’impero romano di Peter Heather.
Equites e vexillationes. Le unità di cavalleria romana
Quelle menzionate finora sono tutte unità di fanteria, escluse le scholae armaturarum.
A Concordia troviamo anche un buon numero di soldati appartenenti a vexillationes di cavalleria.

Abbiamo così il numerus equitum Comitum seniorum sagittariorum, il numerus equitum Bracchiatorum seniorum, i Batavi equites seniores, il numerus octava Dalmatae e un numerus equitum catafractariorum.
Ci troviamo di fronte a unità che non è semplice rintracciare con certezza in altre fonti.
I primi corrispondono probabilmente a dei Comites Sagittari seniores…che però nella Notitia Dignitatum non esistono.
Troviamo invece l’unità “gemella” dei Comites Sagittari iuniores, una vexillatio palatina alle dipendenze del magister militum per Orientem.
Forse questi cavalieri attestati a Iulia Concordia sono invece i Comites seniores al comando del magister equitum praesentalis, in Italia.

È molto più facile individuare le altre tre vessillazioni di cavalleria, ovvero le vexillationes palatinae degli Equites Brachiati seniores (Italia) e degli Equites Batavi seniores (Galia), così come la vessillazione comitatense degli Equites octavo Dalmatae (nuovamente in Gallia).

È invece più difficile capire chi siano i soldati del numerus equitum catafractariorum.
Tutte le unità di equites catafractarii attestate compaiono solo tra le vessillazioni di cavalleria orientali. L’ipotesi più probabile è che si tratti proprio della vessillazione di cavalleria comitatense degli Equites catafractarii, nel secondo esercito 𝘱𝘳𝘢𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘪𝘴 d’Oriente.

La misteriosa unità dei Latovici
Da Iulia Concordi abbiamo infine un’ultima unità, identificata come una legione limitanea o, forse, pseudocomitatense. Si tratta quelle unità limitanee coinvolte in campagne militari e per questo elevate di grado, quasi al pari delle legioni degli eserciti di manovra.
La lapide in questione è purtroppo di difficile lettura, per cui il nome dell’unità non è chiarissimo. Tra i nomi proposti, riportiamo qui quello dei Latovici (definiti, nella stessa interpretazione di questa epigrafe, come auxiliarii milites).
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Bibliografia
A. Barbero 2005, 9 agosto 378. Il giorno dei barbari
Uno dei libri più amati e celebri del prof. Barbero. Una lettura imperdibile sulla battaglia di Adrianopoli e la guerra gotica (376-382)
M. Cappelli 2022, Il miglior nemico di Roma
Ottimo saggio di Marco Cappelli, la voce del podcast Storia d’Italia. Immancabile per chi ama libri come La caduta dell’impero romano di Peter Heather.
M. Colombo 2012, La datazione dell’Epitoma rei militaris’ e la genesi dell’esercito tardo romano: la politica militare di Teodosio I, Veg. R. Mil 1.20.2-5 e Teodosio II, in “Ancient Society”, 42, pp. 255-292.
Un eccellente studio per capire di cosa sta parlando esattamente Vegezio, quando si lamenta della qualità dei soldati del V secolo. Se vuoi approfondire, ne ho parlato in questo articolo.
D. Hoffmann 1963, Die spätrömische Soldatengrabschriften von Concordia, in “Museum Helveticum”, 20, 1, pp. 22-57
Studio epigrafico fondamentale, nel quale vengono pubblicate e commentate tutte le lapidi dei militari tardo antichi da Iulia Concordia.
