La ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ รจ senz’altro una delle formazioni piรน iconiche dell’esercito romano. Impossibile, quando si parla di legionari romani, non immaginarli in questa formidabile formazione, che ormai cosรฌ automaticamente associamo loro, come se fosse stata una loro esclusiva specializzazione.
Peccato che in realtร la ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ non sia una formazione altamente specializzata, nรฉ un’esclusiva dei Romani.
Ma andiamo con ordine, perchรฉ di miti da sfatare ce n’รจ ben piรน d’uno.

Partiamo dal nome stesso, del quale esiste del resto anche un corrispettivo in lingua greca – ๐ค๐ฉ๐ฆ๐ญ๐ฐ๐ฏ๐ฆฬ, con lo stesso esatto significato.
Questa parola non indica una formazione specializzata tipica dei Romani, ma un modo molto generico di creare una formazione difensiva utile contro i dardi nemici o contro la cavalleria nemica (ci torniamo tra qualche riga), creata usando degli scudi a manopola – con scudi imbracciato รจ certamente possibile ma, anche da esperienza come rievocatore, risulta decisamente piรน complicato.
La riprova รจ nelle fonti romane stesse. Infatti sia in Tito Livio che in Cesare troviamo descritte formazioni serrate di Galli, non solo disposte a falange (alla faccia dello stereotipo dell’orda urlante e disorganizzata), ma addirittura disposte a testuggine – e no, non per imitazione: semplicemente la situazione tattica richiede di eseguire proprio questo tipo di formazione difensiva.
Non solo.
Il termine viene utilizzato anche nell’alto medioevo da Abbone il Curvo (o Abbone di Saint-Germain), nel ๐๐ฆ ๐ฃ๐ฆ๐ญ๐ญ๐ช๐ด ๐๐ข๐ณ๐ช๐ด๐ช๐ข๐ค๐ข๐ฆ ๐ถ๐ณ๐ฃ๐ช๐ด, per descrivere una formazione di vichinghi in avvicinamento alle mura di Parigi durante l’assedio dell’885-886.
In modo molto suggestivo, ci viene detto che i guerrieri si avvicinano in una ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ ๐ฑ๐ช๐ค๐ต๐ข (testuggine dipinta), con evidente riferimenti ai colori degli scudi.
La ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ, essendo quindi una formazione assolutamente generica, รจ eseguibile anche senza avere per forza scudi oblunghi o “a tegola”, come giร dimostrato anche dalle testimonianze riportate sopra. Lo sappiamo anche per il mondo romano: nel IV sec., in Ammiano Marcellino la formazione a ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ รจ menzionata varie volte, ma gli scudi dei soldati di questo periodo storico sono ovali e tondi.

Non esisteva inoltre uno standard per eseguirla, specie se guardiamo alla sovrapposizione degli scudi. Infatti, troviamo rappresentazioni (in particolare sulle colonne Traiana e Aureliana) di testuggini eseguite sia sovrapponendo gli scudi posteriori a quelli anteriori, che al contrario.

Una nota: queste due rappresentazioni mostrano i legionari in testuggine approcciare delle fortificazioni.
Ciรฒ perรฒ non deve portarci a credere che formazioni difensive di questo tipo non fossero utilizzate anche in campo aperto – una convinzione nata come risposta all’uso spesso troppo esagerato e ingiustificato della ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ nei film storici.

In campo aperto รจ infatti essenziale sia per difendersi dai dardi nemici, che per resistere, in modo statico, alle cariche di fanteria e cavalleria avversaria – ne รจ un esempio la ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ formata dai Galli Senoni nell’ultima fase della battaglia di Sentino del 295 a.C.
Infine, dobbiamo anche tenere a mente che ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ รจ un termine talmente generico che non indica una formazione sola…ma piรน d’una, tutte con la medesima funzione di difesa.
Infatti, una formazione in ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ poteva essere mobile, per avvicinarsi al nemico coprendosi dai dardi avversari, ma poteva anche essere statica, con i soldati della prima linea curvi in avanti o addirittura in ginocchio.
Una delle varianti della ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ รจ molto specifica per resistere alle cariche di cavalleria, ed รจ descritta per la prima volta nell’autore di II sec. Arriano, nel suo testo ๐๐ค๐ช๐ฆ๐ด ๐ค๐ฐ๐ฏ๐ต๐ณ๐ข ๐๐ญ๐ข๐ฏ๐ฐ๐ด (o piรน correttamente, in greco, ๐ฬ๐ฌ๐ต๐ข๐น๐ช๐ด ๐ฌ๐ข๐ต๐ขฬ ๐๐ญ๐ข๐ฏ๐ฐฬฬ๐ฏ): solo i primi tre ranghi di soldati vanno a formare una sorta di tetto, mentre quelli dal quarto in poi sono pronti a scagliare lance e giavellotti contro il nemico.

Una formazione che troviamo, insieme alla piรน “classica” ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ mobile che coinvolge tutti soldati, descritta in modo perfettamente identico ancora nello ๐๐ต๐ณ๐ข๐ต๐ฆ๐จ๐ช๐ฌ๐ฐ๐ฏ dell’imperatore Maurizio (582-602).
La formazione ha tuttavia un nome nuovo (anche se ๐ต๐ฆ๐ด๐ต๐ถ๐ฅ๐ฐ e ๐ค๐ฉ๐ฆ๐ญ๐ฐ๐ฏ๐ฆฬ continuano a comparire nei testi), probabilmente acquisito tra III e V secolo dal vocabolario germanico: ๐ง๐ฐ๐ถ๐ญ๐ฌ๐ฐ๐ฏ o, alla latina, ๐ง๐ถ๐ญ๐ค๐ถ๐ฎ.
Bibliografia essenziale
Maurizio imperatore, Strategikon
G. Canestrelli 2022, Celtic Warfare
P. Rance, The Fulcum, the Late Roman and Byzantine Testudo, in “Greek, Roman and Byzantine Studies 44, pp. 265-326
