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La Fossa Drusi (12 a.C.). Dal Reno al Mare del Nord

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Quando si tratta di opere ingegneristiche del mondo antico, difficilmente i Romani hanno eguali, sia per ambizione che, soprattutto, per efficienza di realizzazione.

Ne sono un esempio diversi dei canali da loro costruiti nei secoli, usualmente realizzati per meglio collegare un fiume al mare, facilitando e riducendo i tempi di navigazione.

Uno dei più impressionanti esempi di questi canali (𝘧𝘰𝘴𝘴𝘢𝘦 in latino) è senz’altro la 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘢 𝘋𝘳𝘶𝘴𝘪, o 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘢 𝘥𝘳𝘶𝘴𝘪𝘢𝘯𝘢, realizzata per volere di Druso maggiore nel 12 a.C.

Un’opera colossale, che non aveva altro obiettivo se non quello militare e di conquista.

Nella sua campagna in Germania iniziata nel 13 a.C., Druso ha perfettamente chiaro che non può occuparsi unicamente delle conquiste via terra: ha bisogno del totale controllo dei fiumi e dell’odierna costa olandese e tedesca del Mare del Nord – all’epoca, in modo molto più suggestivo e spaventoso, l’Oceano.

Controllare il fiume Reno non è un’impresa così ardua: Roma può mettere in campo una flotta fluviale che i Germani non hanno la minima possibilità di contrastare.

Arrivare all’Oceano è un altro paio di maniche. Si può certo risalire il Reno, ma la flotta sarebbe spuntata, infine, troppo a ovest, per via della curva che il Reno prende verso quella direzione.

Questo costringerebbe le navi romane a una lunga, difficile e pericolosa traversata, passando lungo le coste dell’odierna Olanda propriamente detta prima di potersi immettere nello Zuiderzee – all’epoca un’area occupata dal braccio di mare noto come 𝘭𝘢𝘤𝘶𝘴 𝘍𝘭𝘦𝘷𝘰.

Druso non può permettersi di non avere il controllo del mare in contemporanea all’avanzata delle legioni.
Per cui, ordina la costruzione di un immenso canale, la 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘢 𝘋𝘳𝘶𝘴𝘪, che taglierà il territorio della Germania dal Reno direttamente fino all’Oceano. Alla fine dei lavori, il canale sarà lungo 14 km.

La 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘢 𝘋𝘳𝘶𝘴𝘪 si rivela fondamentale per la sottomissione di alcune popolazioni germaniche, come i Frisi.
Impressionati e sbalorditi dal vedere l’immensa flotta romana arrivare direttamente nel mare a loro più vicino, i Frisi decidono di non opporre resistenza e di offrire la loro amicizia e alleanza a Roma.

La 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘢 avrà una vita piuttosto lunga.
Nella sua campagna contro Arminio, il figlio di Druso, Germanico, utilizza il canale:
“Germanico una volta distribuiti i viveri, le legioni e gli ausiliari sulle navi, entrò nel canale scavato dal padre, Druso, e pregò per suo padre che lo aiutasse nell’impresa, ora che stava assumendo gli stessi rischi per se stesso, grazie al suo misericordioso e benigno modello, ed il ricordo delle sue azioni.”
[Tacito, Annali, II, 8]

E ancora quasi un secolo dopo la sua costruzione, la 𝘧𝘰𝘴𝘴𝘢 𝘋𝘳𝘶𝘴𝘪 è ancora in funzione, perpetuando in eterno il nome di colui che l’aveva fatta costruire:
“Questo Druso […] navigò come primo generale romano sopra l’Oceano settentrionale, costruendo un canale artificiale che lo collegasse con il fiume Reno, in un’impresa di colossale. Tale canale ancora oggi porta il suo nome.”
[Svetonio, Claudio, 2-4]

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U. Roberto 2018, Il nemico indomabile. Roma contro i Germani

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