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L’assedio di Bari (1068-1071). La fine del Catepanato d’Italia

Negli anni ’60 dell’XI secolo, l’impero romano ha ormai perduto quasi totalmente i suoi domini italiani, conquistati dai Normanni.

Solo un piccolo numero di città costiere della Puglia ancora resiste, pur spesso essendo in bilico tra la fedeltà all’impero e l’opportunità di unirsi ai nuovi dominatori.

Tra queste, una delle più importanti è senz’altro Bari. sede del Catepano d’Italia (per dirla in parole semplici, il governatore della provincia).

Nell’agosto del 1068, Bari viene posta sotto assedio da un grande esercito normanno (non conosciamo purtroppo né i numeri dei difensori né degli attaccanti), guidato dal condottiero e Duca di Puglia in persona, Roberto il Guiscardo, forse il più celebre dei capi normanni.

La guarnigione di Bari, guidata dal Catepano (probabilmente, le fonti sono incerte) Michele Maurikas, invia richiesta di aiuto a Costantinopoli.
L’imperatore, Romano IV Diogene, rifiuta ogni negoziazione di resa con i Normanni, e prepara i rinforzi da inviare in Italia.

Mentre altre città pugliesi cadono in autunno, Bari resiste tenacemente agli assalti normanni. Anche il tentativo di bloccare il porto di Bari con un ponte fortificato fu efficacemente contrastato dalla guarnigione imperiale.

Agli inizi del 1069, una flotta con viveri e rinforzi giunge a Bari, guidata dal nuovo Catapano Avartutele.
La situazione nel resto della Puglia però resta critica, con la caduta di Gravina, Obbiano e, nel 1070, di Brindisi.

La situazione si va facendo sempre più critica. La situazione di stallo e i morti per la fame spingono anche la popolazione di Bari contro il Catapano, che richiede aiuto a Romano IV.

Normanni, tardo XI sec. Illustrazione di Angus McBride

L’imperatore però nel 1070 non può che inviare navi cariche di grano. La minaccia turca a oriente si fa sempre più pressante, e inviare ulteriori truppe in Italia indebolirebbe troppo il fronte anatolico.

Nel febbraio del 1071, Romano IV è in grado solo di armare una ventina di navi, ponendole al comando del nuovo Catapano, Stefano Paterano, e del ribelle normanno Gozzelino.
La flotta è però intercettata dai legni normanni e pesantemente sconfitta. Stefano Paterano riesce però a raggiungere il porto e a entrare a Bari.

Tuttavia, nel giro di poco tempo, Stefano Paterano comprende che la difesa di Bari è divenuta ormai impossibile.
Meglio risparmiare alla città e alla guarnigione altre morti che non impediranno la capitolazione finale.
Ad aprile, infine, l’ultimo Catapano d’Italia parlamenta la resa con Roberto il Guiscardo.

Con la caduta di Bari, l’impero romano ha definitivamente perso il controllo dell’Italia. Solo Manuele Comneno, nel 1155, tenterà di nuovo di mettere piede nella Penisola, senza successo.

Il 1071 è un vero 𝘢𝘯𝘯𝘶𝘴 𝘩𝘰𝘳𝘳𝘪𝘣𝘪𝘭𝘪𝘴 per l’impero. Pochi mesi dopo la caduta di Bari, infatti, si consuma una delle più devastanti e famose sconfitte imperiali: la battaglia di Manzikert.

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