L’imperatore che non fu. Germano, cugino di Giustiniano

Il mosaico di Giustiniano a Ravenna è una celebre opera d’arte che conoscono bene o male tutti.
Tra le varie figure rappresentate, vi è un uomo barbuto che, tradizionalmente, si dice sia Belisario.

Si tratta, in realtà, di tutt’altra persona. L’uomo ritratto è infatti quasi certamente di un personaggio ai più ormai sconosciuto, ma che è stato per lungo tempo l’erede designato, o almeno il candidato ideale, di Giustiniano al trono dell’impero: suo cugino Germano.

Nipote dell’imperatore Giustino I e quindi cugino di Giustiniano, Germano viene avviato presto alla carriera militare, assurgendo presto ai massimi livelli. E meritandosi appieno il ruolo.
Come 𝘮𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘵𝘶𝘮 𝘱𝘦𝘳 𝘛𝘩𝘳𝘢𝘤𝘪𝘢𝘴, infatti, in un anno tra il 518 e il 527 riesce a sconfiggere un’incursione di Anti che hanno attraversato il Danubio.

Sia grazie alla parentela con Giustiniano che alla sua evidente buona condotta, la scalata di Germano ai più alti gradi è rapida: entro il 536 è già nominato console, 𝘱𝘢𝘵𝘳𝘪𝘤𝘪𝘶𝘴 e 𝘮𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳 𝘮𝘪𝘭𝘪𝘵𝘶𝘮 𝘱𝘳𝘢𝘦𝘴𝘦𝘯𝘵𝘢𝘭𝘪𝘴.

Non è quindi un caso che nel 536 venga incaricato di condurre un esercito nell’Africa appena riconquistata da Belisario per porre fine all’ammutinamento di Stotzas, che sconfigge in battaglia nel 537 a Scalas Veteres – non prima di aver convinto molti dei soldati ribelli a tornare nei ranghi.

In Africa fino al 539, viene poi inviato in Oriente contro i Persiani, non riuscendo però a impedire che nel 540 questi saccheggino Antiochia.
Verrà poi sostituito al comando da Belisario, da poco tornato dalla seconda e infruttuosa campagna in Italia.

Germano è la personalità più adatta a ricoprire il ruolo di sovrano alla morte di Giustiniano.
Tanto che qualche cospiratore lo vorrebbe porre sul trono prima del tempo.
Tra questi, il generale Artabane, che desidera eliminare Giustiniano e nel 548 propone a Germano di prenderne il posto.

Ma quest’ultimo, insieme al figlio Giustino (da non confondere con un altro Giustino, che diverrà imperatore più tardi), non esita a riferire del complotto a Giustiniano, mostrando una fedeltà di ferro alla causa imperiale.

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Grazie anche a tale comportamento, è evidente che Giustiniano abbia grandi piani per Germano.
Tra 549 e 550, con l’Italia tornata quasi totalmente in mano ostrogota, è proprio a Germano che viene affidato il compito di radunare un grande esercito e di disfarsi di Totila una volta per tutte, riconquistando l’Italia.

La sua fama come comandante è tale che i soldati, tanto romani che barbari, accorrono volontariamente ad arruolarsi, ed è talmente temuto che un’invasione slava della Tracia devia percorso, all’idea di trovarsi ad affrontarlo.

Germano, probabilmente seguendo i disegni di Giustiniano, rinforza la sua posizione in vista della campagna italiana sposando in seconde nozze Matasunta, ultima esponente della dinastia ostrogota degli Amali e nipote del celebre Teodorico.
Una mossa che probabilmente avrebbe contribuito al futuro di Germano come erede dell’imperatore, in quanto avente diritto (o almeno la posizione per pretenderlo) di regnare sia sui Goti che sui Romani, nonché a destabilizzare l’unità del regno di Totila dal punto di vista politico.
Molti Goti e molti abitanti della Penisola sarebbero infatti volentieri passati dalla sua parte.

Il progetto, tuttavia, non si compirà mai.

Infatti, poco prima della partenza per la campagna, nel 550, Germano cade malato e muore in poco tempo. Non conosciamo purtroppo i dettagli della sua morte.

E c’è da chiedersi quale sarebbe stata la sorte dell’impero, se fosse stato Germano a riconquistare l’Italia e a succedere (o, chi lo sa, a co-regnare) a Giustiano.

Illustrazione di Johnny Shumate

Fonti

S. Cosentino 2005, Simbologia e colore nei palatini del mosaico giustinianeo di San Vitale, in “Studi in memoria di Patrizia Angiolini Martinelli”, pp. 109-123

Procopio di Cesarea, Le guerre


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