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Recensione: “Lo scudo di Cristo”, di Gastone Breccia

Titolo: “Lo scudo di Cristo. Le guerre dell’impero romano d’Oriente”
Autore: Gastone Breccia
Anno pubblicazione: 2016
Editore: Editori Laterza

Non mi è facile sintetizzare questo libro, perché sarei veramente tentato di spiegare tutto ciò che ho imparato leggendolo.

Lo scudo di Cristo” è un libro fondamentale, e scritto splendidamente, per comprendere appieno le profonde e necessarie trasformazioni a cui l’esercito romano andò incontro tra il periodo di Teodosio e il X secolo, quella che l’autore, a ragione, definisce la “fase difensiva” dell’impero romano.

L’autore, Gastone Breccia, è senz’altro uno dei maggiori storici militari in Italia, per cui già il suo nome è una garanzia – autore, tra gli altri, anche de “I figli di Marte“, dedicato all’arte della guerra nella Roma classica.

Per capire, in sintesi, di cosa tratta il libro, mi permetto di estrapolare parte della premessa:

“L’impero cristiano credeva nella pace, e la prima missione dei sovrani era preservarla e trasmetterla da una generazione all’altra: nonostante questo, la Nuova Roma visse in uno stato di guerra permanente. Per difendersi aveva ereditato uno dei più potenti eserciti della storia: attraverso molti cambiamenti organizzativi e amministrativi, ma anche strategici e tattici, le armate imperiali – diventate “bizantine”, anche se questo termine è anacronistico e quindi cercherò di usarlo il meno possibile – riuscirono ad assolvere al loro compito fondamentale, respingendo le incessanti orde di invasori.
[…] Dal IV al IX secolo le armate imperiali combatterono per difendere la res publica, la sua capitale e la sua fede. Le legioni della Roma pagana si erano trasformate nello scudo di Cristo: questa la storia della loro lunga lotta, fino alla vittoria”.

Ovviamente, punto a favore per il fatto di non aver effettivamente quasi mai utilizzato “bizantino” nel testo, elemento che ho apprezzato molto – pur trovando una certa enfasi, per quanto in parte giustificata, nella “divisione” tra le due partes dell’impero.

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Lo scudo di Cristo“, che mi piace definire come una versione squisitamente militare di “L’impero che non voleva morire” (ovvero: perché l’impero romano nell’alto medioevo non è caduto? Come è sopravvissuto?), è la lunga storia di come l’impero e l’esercito romano abbiano dovuto affrontare dei necessari cambiamenti per poter affrontare e sventare le sempre nuove minacce che arrivavano da ogni dove.

Cambiamenti che, oltre a quelli organizzativi, amministrativi, strategici e tattici elencati dal prof. Breccia, forse sono anche e soprattutto culturali.

Infatti, è proprio in questi secoli che si sviluppa un nuovo modo, o meglio, una nuova concezione di fare la guerra: non più, come metodo principale, tentare la fortuna sconfiggendo i nemici in una “battaglia decisiva” sul campo, adottare strategie e tattiche che facessero della battaglia campale l’ultimo ed estremo strumento.

E questo non perché i Romani nel medioevo ebbero timore ad affrontare avversari molto potenti in battaglia – affatto: troverete numerose battaglie e numerose vittorie, all’interno del libro.
Ma perché era diventato molto più importante preservare i propri eserciti e le vite dei propri uomini, che distruggere quelli nemici.

Un insegnamento nato proprio dal punto di partenza del libro: la disfatta di Adrianopoli del 378, dalla quale Teodosio e i suoi successori trarranno preziosi insegnamenti. E dalla quale si avvia anche la prima delle numerose riforme e “aggiustamenti” militari approntate dagli imperatori romani nei secoli dal IV al X secolo, nel tentativo di rendere i propri eserciti sempre più efficienti e preparati a reagire meglio alle nuove minacce sulle due frontiere principali, ovvero quella orientale e quella sul Danubio.

Mi sto già dilungando molto, ma come detto, mi è difficile sintetizzare “Lo scudo di Cristo”: è un libro talmente bello e ben scritto che me lo sono divorato in pochi giorni, e sicuramente vi tornerò sopra abbastanza spesso.

Non posso che consigliarti di procurartelo. Per comprendere appieno come l’esercito romano è cambiato nei primi secoli del Medioevo, e perché, è forse uno dei migliori saggi in circolazione.

Merita di sicuro un posto anche nella tua libreria.

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Lo scudo di Cristo. Le guerre dell’impero romano d’Oriente

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