I falangiti di Caracalla

Quando lanciò la sua campagna contro i Parti nel 216, Caracalla era letteralmente ossessionato da Alessandro il Grande.

A tal punto, non solo da considerarsi Alessandro redivivo (convinzione che sarà letteralmente smontata dal magro esito della campagna in Oriente), ma anche da cercare di imitarne l’antico esercito.

Secondo Cassio Dione (LXXVIII, 7), Caracalla avrebbe reclutato ben 16.000 macedoni, chiamandoli “la falange di Alessandro”, equipaggiandoli con armi e armature che avrebbero dovuto richiamare i falangiti dell’antico condottiero.

Questi soldati sarebbero stati equipaggiati con “un elmo in cuoio, una corazza in tre strati di lino, uno scudo di bronzo, una grande lancia, una lancia corta, alti stivali e una spada.”

Non conosciamo in realtà il vero aspetto di questi “falangiti” di Caracalla (qui sotto, una ricostruzione ipotetica di Graham Sumner, basata su un mosaico da Nabeul, in Tunisia).

Vista la presenza di due armi in asta, è assai probabile che questi soldati (forse armati anche in fretta, considerando il materiale di elmi e armature) non avessero una sarissa, ma una lancia da urto da impugnare a una mano (Cassio Dione la chiama infatti “doru“), e che la loro lancia corta fosse in realtà un giavellotto o un pilum.

Non abbiamo del resto nemmeno elementi per stabilire che la spada fosse diversa dal normale gladio in uso allora presso le legioni regolari.

Per quanto obnubilato dalla figura di Alessandro il Grande e desideroso di dimostrarsi davvero il suo eroe reincarnato, Caracalla aveva forse fatto in modo di poter inquadrare in modo funzionale i suoi falangiti nel resto dell’esercito romano.

A maggior ragione, se pensiamo come alcuni autori che scrissero a cavallo tra II e III secolo, in particolare Giulio Africano, già spingessero per sostituire i pila dei legionari con più lunghe lance da urto nelle operazioni belliche sul fronte orientale.

Infatti, la lancia era considerata molto più efficace delle salve di pila per respingere la cavalleria pesante partica.

Leggi anche Gli Spartani di Caracalla. La “Cohors Spartana”

Letture consigliate

G. Sumner 2003, Roman Military Clothing (2)

M. Cappelli 2021, Per un pugno di barbari


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