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Recensione: “La depressione è una dea. I Romani e il male oscuro” di Donatella Puliga

Titolo: La depressione è una dea. I Romani e il male oscuro

Autore: Donatella Puliga

Anno di pubblicazione: 2017

Editore: Il Mulino

La depressione è una dea. I Romani e il male oscuro” è un saggio scritto da Donatella Puliga, docente di mitologia classica presso l’Università degli studi di Siena, e responsabile e fondatrice del  Laboratorio di ricerca sulla didattica dei classici presso il Centro Antropologia e Mondo Antico.

Il focus degli studi della professoressa Puliga è quindi incentrato sulla dimensione antropologica delle civiltà antiche, in particolare quella di Greci e Romani.

In questo libro, l’autrice affronta il tema “del male di vivere”, un tema apparentemente estraneo al mondo greco o romano.

Quello che noi oggi definiremmo “depressione” non era una malattia sconosciuta al mondo antico, anche se era noto solo altri nomi, come malinconia ad esempio.

I Greci ne rintracciavano le cause nella bile nera, trattando quindi la malattia come un qualcosa legato alla sfera fisica. Per il mondo ellenico, la melancholia era una patologia fisica, che nulla aveva a che vedere con gli stati d’animo. Ippocrate e Galeno furono i primi medici ad occuparsene in termini “scientifici”, cercando di rintracciarne le origini, e distinguendo tre diverse manifestazioni della malattia.

Nel mondo romano, al contrario, la depressione non era concepita come un malessere fisico, ma entrava nella sfera della psiche. Per loro a governare gli spazi della depressione era una divinità Murcia, che aveva il potere di infiacchire e prostrare gli animi.

Se il pensiero medico greco aveva inteso la malinconia come vera e propria patologia fisica legata alla bile nera, nel mondo romano essa pareva riferirsi quindi non più solo alla sfera del corpo, ma a quella della mente e dei suoi fantasmi.

Il primo ad affrontare il tema fu Cicerone, nella sua celebre opere le Tuscolanae disputationes, del 45 a.C.

La professoressa Puliga suppone che lo stesso autore latino ne fosse affetto, e analizza questa teoria, proprio attraverso gli scritti e le lettere private del celebre oratore.

L’autrice prosegue poi illustrando il pensiero di altri autori latini, come Lucrezio e Seneca, che a loro volta cercarono di rintracciare l’origine del malessere.

Donatella Puliga affronta l’argomento in maniera esaustiva, riportando numerosi passi degli antichi eruditi greci e latini, offrendoci la possibilità di rintracciare nelle loro parole e metafore, la visione che avevano della malattia e come esprimevano questo disagio.

Insomma, un libro davvero particolare che non dovreste far mancare dalla vostra libreria.

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