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Uomini del Nord. Etnia e provenienza dei Variaghi

La guardia variaga (o più correttamente, il “tagma dei Variaghi”) è probabilmente una delle guardie imperiali più famose di tutti i tempi, seconda solo ai pretoriani.

L’immagine iconica ed emblematica di questi giganti dal Nord con i capelli chiari e gli occhi azzurri, armati delle loro inseparabili asce a due mani sui campi di battaglia del Mediterraneo, è ben fissata nella mente di chiunque sia appassionato al tema.

Tuttavia, a pochi è noto che, seppure tutti i membri della guardia variaga arrivassero dall’Europa settentrionale, solo per un periodo di tempo limitato questi arrivarono dalla Scandinavia o dall’Islanda.

Alla nascita del tagma, nel 988, i variaghi erano per la quasi totalità “Taurosciti”, ovvero Rus’ – sebbene molti già provenissero dalla Scandinavia, essendo anche guerrieri reclutati originariamente da Vladimir di Kiev per prendere il trono.

Nel corso dell’XI secolo, la guardia fu composta quasi totalmente da Scandinavi e Islandesi, che per cercare fama e fortuna non esitavano a lasciare la terra natia per giungere, dopo un lunghissimo viaggio, fino a Miklagard (ovvero, Costantinopoli).

Il più famoso dei variaghi scandinavi è sicuramente Harald Hardrada, che servì nel tagma dal 1035 al 1044.

Dalla fine dell’XI secolo, la composizione etnica della guardia variaga cambia radicalmente.
Probabilmente a seguito della battaglia di Hastings e della conquista normanna dell’Inghilterra nel 1066, moltissimi Anglosassoni in esilio andarono a riempire le fila proprio del tagma dei variaghi.

Come ricorda il cronachista del periodo Orderico Vitale: “[…] gli Angli erano molto angosciati per la perdita della loro libertà […] Un gran numero di loro, con la fresca fioritura della giovinezza ad accompagnarli, andarono in terre lontane.”

Molti di questi variaghi anglosassoni furono tra coloro che affrontarono i Normanni alla terribile battaglia di Durazzo del 1081, dove combatterono contro i loro mortali nemici fino all’ultimo uomo.
Anche Goffredo Malaterra li ricorda infatti “Angli vero, quos Warangi appellant”.

Dalla fine dell’XI secolo, la guardia variaga sarà quasi esclusivamente composta da combattenti provenienti dall’Inghilterra – anche se elementi dalla Scandinavia, come i Danesi, saranno quasi sempre presenti.
Un caso famoso sono i guerrieri norvegesi di re Sigurd di Norvegia. Al ritorno dalla Seconda crociata nel 1108, molti combattenti del suo seguito si fermano a Costantinopoli lungo la via del ritorno, proprio per entrare nel tagma.

Circa un secolo dopo, alla difesa di Costantinopoli nel 1204 durante la Quarta Crociata, i variaghi di stanza nella Regina delle città erano Inglesi e Danesi, come ricorda uno degli stessi conquistatori, Goffredo di Villehardouin.

La guardia sopravvisse quasi certamente alla Crociata, particolarmente nel cd. Impero di Nicea, ed era ancora composta totalmente di Inglesi. Nel 1272, infatti, abbiamo l’attestazione della parola “Englinovarangoi” – un termine che risulta abbreviato in altre fonti come “Inglinoi”.

Un’ultima attestazione sulla ormai totale composizione inglese della guardia variaga è nello Pseudo Codino (1351).
Come riporta la fonte, i Variaghi salutano l’imperatore nella loro lingua natia: l’inglese.

Letture consigliate

R. D’Amato 2010, The Varangian Guard 988-1453

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