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La diserzione nell’esercito romano

Nel nostro immaginario dell’esercito romano, manca usualmente una componente che è endemica di ogni esercito della Storia: la diserzione.

Per alcuni di noi può venire facile immaginare diserzioni intese come il fuggire il servizio militare, o il passaggio da un comandante a un altro durante le guerre civili…

…ma sono sicuro che per i più sarà difficile concepire che i legionari romani spesso potessero disertare e combattere per i nemici di Roma.

Eppure ciò accadeva.
Anche la legislazione romana prevedeva il reato di diserzione, punito con la pena capitale.

Le testimonianze più chiare sulla diserzione di legionari romani appartengono al periodo che il nostro immaginario meno assocerebbe a tale fenomeno: la repubblica e l’alto impero (II sec. a.C.-II sec. d.C.).

Uno degli esempi forse più interessanti è quello di ben 900 disertori romani che, durante la Terza Guerra Punica, si erano uniti ai difensori di Cartagine (Appiano, VIII, 130) .
Dopo che l’esercito di Scipione aveva rotto le difese della capitale punica, questi 900 uomini avevano eretto a loro estrema difesa il tempio di Esculapio, su una posizione alta e rocciosa.

Andando avanti con il tempo, Sallustio riporta ad esempio (Jug. 103) come Giugurta avesse posto a presidio di una sua fortezza solamente disertori romani.

Sempre in Africa, circa un secolo dopo, il leader Tacfarinas (Tacito, Ann. II, 52), a sua volta un ausiliario disertore, radunò intorno a sé briganti e disertori romani.

Altre testimonianze estremamente interessanti sono però della seconda metà del I e del II sec. d.C., riportate da Cassio Dione (LXV, 5, 4 e LXVIII, 9, 5).

Nel 70 d.C. diversi soldati romani furono talmente provati dalla durezza dell’assedio di Gerusalemme (mancanza costante di cibo e acqua, e numerosi attacchi improvvisi dei difensori a bande di legionari isolati) da andare a unirsi agli assediati, convinti anche che la città, non ancora conquistata, fosse effettivamente inespugnabile.

Gli Ebrei, pur a corto di viveri, accolsero calorosamente i legionari disertori, anche per poter mostrare che avevano disertori dalla loro parte.

Infine, Cassio Dione riporta i termini del trattato tra Decebalo e Traiano dopo la battaglia di Tapae del 101 d.C.
Tra le altre condizioni imposte da Traiano, Decebalo accetta anche di restituire all’imperatore i disertori che erano passati a combattere dalla sua parte.

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