L’oro del Baltico: l’ambra

Ai tempi dei Romani, e in realtà già da ben prima, l’ambra era un materiale molto richiesto e prezioso, e veniva utilizzato soprattutto per la realizzazione di gioielli.

Questa preziosa resina proveniva dal gelido nord, e più precisamente dal Baltico, dove le popolazioni locali la raccoglievano lungo le sponde del mare.

Nessun Romano, però, osava avventurarsi così lontano: il viaggio era troppo rischioso.
Esisteva una fitta rete di piccoli commercianti locali che vendevano questi pezzetti d’ambra, che passando di mano in mano giungevano fino ai territori dell’Impero Romano.
Spesso giungevano ad Aquileia, importante cittadina attualmente in provincia di Udine, allora non distante dalla frontiera con il Barbaricum, dove veniva lavorata.

L’ambra, come accennato, era apprezzata da millenni: già i Micenei, gli Egizi, gli Etruschi, i Greci si adornavano di monili realizzati in ambra.

Questa resina era molto amata per varie ragioni, soprattutto legate al colore, al profumo, alla lucentezza, alla sua capacità d’essere infiammabile, la sua leggerezza, nonché per un’altra curiosa caratteristica: l’elettricità statica.
Se strofinata, infatti, l’ambra è in grado d’attirare peli, capelli, ecc.
Ciò, era anche stato osservato dai Greci, che, infatti, la chiamavano elektron, da cui l’attuale termine “elettricità”.
All’ambra venivano attribuiti anche poteri curativi. Lo stesso Plinio il Vecchio annovera nei suoi scritti la resina come cura per le tonsilliti, o mali alla gola, ma anche come rimedio per migliorare il sonno notturno.

I Romani sostenevano che l’ambra avesse avuto origine dalle lacrime versate dalle Eliadi, le figlie del Sole, per la morte di Fetonte – che dove aver rubato il carro del Sole, era precipitato nel Po.

Tuttavia qualcuno già all’epoca, come lo stesso Plinio il Vecchio, pur non avendo le odierne conoscenze, era riuscito a dar una spiegazione verosimile e razionale sulla sua origine e sul fatto che spesso, al suo interno, vi restano intrappolati insetti ed altri piccoli animali.
La spiegazione è la seguente: “L’ambra nasce dalla linfa, che stilla da un tipo di pino (che sia pino lo prova l’odore che l’ambra produce quando viene strofinata ed il fatto che brucia esattamente come una torcia resinosa e con lo stesso aroma).

Che l’ambra fosse liquida quando nasce lo provano alcuni corpi visibili dentro, in trasparenza.”

Ph. Martina Cammerata Photography

Letture consigliate:

A. Angela 2010, Impero. Viaggio nell’Impero di Roma seguendo una moneta

Plinio il Vecchio, Naturalis Historia


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